Mario 的个人资料Quando la scelta è tra i...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


6月16日

Oddone e la Morte...

Oddone incontrò la Morte in un gelido e soleggiato sabato di gennaio.
Proprio in uno di quei giorni, così rari durante gli inverni padani, nei quali la nebbia sembra uno spauracchio fantastico, irreale, scacciato da un sole sfolgorante.
E quel sole si specchia negli infiniti brillanti di brina che ricoprono come un tappeto campagne e sempreverdi. Uno di quei rari giorni in cui spira il vento gelato che ha ripulito l'aria rendendola cristallina al punto che da Milano sembra di poter allungare la mano e di poter toccare tutto l'arco della Prealpi e delle Alpi coperte di neve.
E' il giorno in cui i motociclisti che non hanno messo in letargo la propria compagna a due ruote non riescono a resistere all'irrefrenabile desiderio di far cantare il motore e di correre sulle strade.
Andare, partire, lanciarsi e scivolare in quel nitore in compagnia del vento, verso nord, con le montagne e la neve negli occhi, con qualche eccitante lama di gelo a filtrare negli indumenti pesanti, o ad infiltrarsi dal bordo della visiera pur chiusa, o nel buco del guanto pesante; ma con la virile smorfia di un sorriso goduto poderosamente scolpita sul grugno da duro biker: basta un'ora, due, e si ritorna rigenerati e vaccinati contro altre settimane di nebbia, neve o pioggia. In pace con se stessi e con il mondo.
Oddone fece " pinpincavalin " per scegliere tra la Yamaha FZR 1000 e l'Harley Electra Glide, entrambe coperte da assicurazione in quel periodo.
Vinse la Yamaha, ma lui ci pensò su un po' e decise per una cavalcata custom, lenta e ponderata, per godersi il paesaggio senza doversi troppo concentrare sulla guida e su una esagerata attenzione per eventuali tratti di strada ghiacciati. Inoltre avrebbe molto gradito, vista la temperatura nana, il buon riparo del largo parabrezza dell'Harley... Scaldò bene il motore e partì alle undici del mattino, prendendo la provinciale verso Trezzo d'Adda. Era ben imbottito, come se avesse dovuto andare a sciare, e non sentiva minimamente freddo.
Andava e motociclettava di gusto.
Si sentì gelare quando La incontrò... Ad un incrocio.
Lì, in mezzo al maledetto incrocio con i suoi stupidi ed inutili semafori c'era la maledetta automobile messa di traverso, con la fiancata sfondata. E per terra frammenti di vetro e di plastica ed i pezzi della motocicletta che giaceva distrutta metri più in là. E poi i segni di una impossibile frenata, e quelli di un impatto e di una strisciata sull'asfalto.
Oddone si sentì stringere il cuore come in una morsa, quando vide sul ciglio della strada il corpo coperto dal plaid colorato. Una coperta corta, dalla quale spuntavano due stivaletti neri; non vide la gente che si assiepava commentando sottovoce:
vide "Lei", che osservava la forma nascosta sotto la coperta standosene immobile e silenziosa e tenendo piegato il capo nascosto dal cappuccio. Non c'era emozione in quello stare lì, in quell'essere presente. Lei era la Morte. Professionale, distaccata, fredda...
Lentamente Oddone attraversò l'incrocio, evitando i rottami che giacevano a terra e cercando di non guardare nè il morto, nè gli spettatori che guardavano lui che passava con l'Harley, nè la moto che giaceva a terra, per non essere tentato di volerne riconoscere marca e modello, nonostante la distruzione.
Lo spaventava pensare all'elegante e potente moto sportiva che quel miserevole rottame era stato soltanto pochi minuti prima. La sirena echeggiò alle sue spalle mentre si stava allontanando. Sirena di che, al diavolo! Polizia, inutile ambulanza? Ormai era fatta... era tutto finito. Il solito automobilista con la testa nelle nuvole, che svolta senza guardare, o frena di colpo, o apre la portiera o... o... o! Cento modi per fracassare testa ed ossa a noi che stiamo sulle moto!

Oddone guidava a bassa velocità, sconvolto da ciò che aveva dovuto vedere. La giornata era diventata intollerabilmente fredda, il piacere della guida invernale si era dissolto, il sole e le montagne coperte di neve sembravano appartenere ad un orizzonte che non era più il suo.
Pregò brevemente per quell'uomo, che era stato un motociclista come era lui, fratello in quella passione travolgente che porta a cavalcare quei meravigliosi cavalli d'acciaio, tanto splendidi quanto vulnerabili, tanto esaltanti quanto pericolosi.
Poi, all'improvviso, Oddone si rese conto di non essere solo, a cavallo della sua Electra Glide. Non riuscì a continuare nel suo vagabondare. Dovette fermarsi su uno spiazzo sterrato vicino ad un prato dall'erba secca coperta di brina. Scese di sella e tolse il casco. Non capì se la causa del brivido gelido che gli scivolò lungo le membra fosse il venticello teso che spirava da nord, oppure la figura incappucciata di nero che sedeva sul sellone posteriore dell'Harley, appoggiandosi rilassata all'alto schienale.
- Mi piace, la tua moto... -
disse la Morte, ed aveva la voce dolce e profonda di una bella donna.
Una bella donna sulla quale il Tempo non avesse potere alcuno. Una donna placida, matura, sicura del suo fascino e capace di trasmettere tutto ciò attraverso la sua voce. Niente roba rantolante, parole secche come il crepitare d'ossa, o sussurri malefici. Tutt'altro: una cosa ammaliante.
- Una grande Harley tutta nera e cromata, con un motore come un grande cuore pulsante. Mi si addice, non trovi? - il cappuccio della Signora in Nero si mosse lentamente, come se lei stesse gustando la vista della moto sulla quale stava seduta.
Oddone se ne stava zitto, con il casco tra le mani.
- Spero di non averti spaventato... quando ti ho visto passare su questo splendore non ho saputo resistere alla tentazione di venire a fare un giretto con te. Il mio lavoro l'avevo finito, ormai, ed avevo ed ho un po' di tempo prima del prossimo appuntamento. -
- Ha fatto bene. - dichiarò Oddone, e si sentì molto stupido, sia perchè si era rivolto alla Morte dandole educatamente del "lei", sia perchè era convinto che le sue parole fossero suonate, come dire? un tantino false.
Il cappuccio della Signora vibrò leggermente, proprio come se lei stesse ridendo.
- Grazie. - disse poi. - La tua moto è anche molto comoda. L'hai chiamata Augusta, no? Bel nome. Dà la giusta idea. -
Oddone non sapeva cosa dire. Quello che gli stava succedendo non era vero, non poteva esserlo. Doveva avere preso un colpo di freddo. Forse una cosa grave, per procurargli una simile allucinazione...
- Beh, se è grave, non lo è al punto da richiedere la mia presenza. - disse la Morte. - Ho ancora un po' di tempo libero, ma se ti spavento posso andarmene subito, se vuoi. -
- Non sono proprio a mio agio, per la verità. -
- Anche se sai che non sono qui per te? -
- Beh, insomma, questo mi tranquillizza un po'. - ammise Oddone, e poi corrugò la fronte cullando un pensiero sgradevole.
- Ti stai chiedendo quanto tempo dovrà passare prima che il nostro appuntamento diventi una realtà compiuta... -
- Lei sa leggere nel pensiero? -
- Puoi darmi del tu. Mi hai portato a spasso sulla tua moto, no? -
- Sai leggere nel pensiero? -
- Che importanza ha? Secondo te un motociclista che ne vede un altro morto in mezzo alla strada riesce a non pensare "Chissà quando toccherà a me?" -
- No, certo. - ammise Oddone.
- Vedi? Non occorre leggerti nel pensiero per sapere che stai pensando se anche a te toccherà incontrarmi in quel modo, o su un'automobile, piuttosto che in un letto. Certo preferiresti che non capitasse con la moto, forse per non dover distruggere uno dei tuoi sette gioielli a due ruote. -
- E' proprio così... Però io detesto la psico-logica. Chi la conosce mi può leggere dentro come in un libro aperto. -
- Su, non te la prendere... E' solo che hai paura delle tue paure. Ed io mi sento di fare qualcosa per te, per ricambiare il piacere che mi hai dato portandomi in moto con te. Vorrei aiutarti ad esorcizzarle, le tue paure. Raccontale a me ed a te stesso, e vedrai che starai meglio. Parlami prima di tutte le cose brutte, e poi lascia che la luce del sole le sbiadisca, intanto che parliamo di tutte le sensazioni meravigliose che le motociclette sanno dare. Alla fine me ne potrò andare... Pensa! Potrai anche fare un paragone fra l'emozione che hai provato ad avere ME seduta sulla tua moto, alle tue spalle, e quella che ti dà una donna con grandi seni morbidi appoggiati contro la tua schiena... -
Chissà se anche la Morte ha le..." cominciò a pensare Oddone.
- Non essere irrispettoso! - lo rimproverò bonariamente la Morte, e lui si convinse che Lei poteva davvero leggere nel pensiero.
- Dimmi perchè hai sette moto. - sussurrò la Signora, ed Oddone le spiegò:
- Tante me ne sono piaciute, e tante ho avuto la fortuna di potermi permettere di possedere. -
- Dispari di numero... perchè così, se ne distruggerai una incontrandomi, ne resteranno sempre tre per uno per ciascuno dei tuoi figli. -
- E' così. - confessò Oddone, e la prima delle sue paure, quella più grande e potente, uscì fuori.
- La vedo. - disse la Morte. - Vedo la paura per la vita dei tuoi figli... vedo che vorresti poter sfogare la tua passione per le moto più ancora di quanto tu non faccia, e regalare la passione ai tuoi figli come qualcosa di prezioso. Ma vedo che ti odi per questo, perchè temi di dar loro qualcosa che metta in pericolo la loro vita... -
- Arrivo a desiderare che invece di amare le moto quanto le amo io , arrivino ad odiarle proprio in contrapposizione al mio modo di vivere questa passione... e ne sfuggano per sempre i pericoli che ne costituiscono il prezzo. -
- Puoi sempre sperarlo. Puoi sperare che non sentano il richiamo di questa eccitante forma di libertà... Il richiamo dell'andare e dell'andare e dell'andare senza fermarsi ... E dei colori e dei profumi, e del caldo e del freddo, e del vento che ti stuzzica o ti rinfresca... Che è lo stesso vento che ora ti accarezza ed ora ti strapazza... che ora ti accompagna ed ora ti perseguita, mentre corri le strade. Sì. Questo e molto altro ancora, che tu conosci. C'è sempre quel prezzo da pagare, che tu conosci... E c'è la paura... Dammene un'altra, delle tue paure! -
- Basta così poco! Un attimo di distrazione. Mio o di chiunque altro... ed arrivi tu. -
- Non è soltanto questo, il prezzo. Non lasciare che le paure restino annidate dentro di te... c'è un prezzo anche più alto. -
- Ma tutto è già scritto? E' inutile lottare, risparmiarsi, essere prudenti? Il nostro appuntamento con te è già fissato, è ineluttabile? Oppure è in nostro potere rimandare l'incontro ad un momento più lontano? - chiese Oddone accoratamente, cercando una risposta che fosse una via d'uscita dal castello di dubbi nel quale a volte si accorgeva di essere rinchiuso.
Hai troppo ben presente la favola del soldato di Samarcanda! Puoi immaginare quanto io ami una ipotesi tanto suggestiva ed arguta, ma non è così: io arrivo quando è giunto il momento, mai prima! Siete voi uomini che a volte, comportandovi da pazzi, arrivate in anticipo agli appuntamenti, mettendomi fretta e costringendomi a correre. Non è cosa ch'io ami, ma non posso farne a meno. Devo essere sempre dove è richiesta la mia presenza... Tu lo sai, tutti lo sanno: è ineluttabile, tu l'hai detto. -
- Ma sta scritto? - (chiese Oddone)
La Morte allargò le braccia, e sembrò stringersi nelle spalle. - Sta scritto che io arrivi SEMPRE, non QUANDO io debba arrivare. Però sta scritto ch'io arrivi quando DEVO arrivare. -
- Non capisco. -
- Se sali su una moto da cento cavalli, la lanci alla massima velocità e chiudi gli occhi per venti secondi, stava scritto che tu lo facessi? Stava scritto che io e te avessimo un appuntamento in quel momento? -
- No. -
- Ma se tu fai questo, tu mi dai un appuntamento. E se sta scritto che devo essere presente, io devo essere presente. -
- Chi scrive se devi essere presente? -
- Se fosse scritto che l'uomo debba saperlo, tu lo sapresti già, non credi? -
- Detesto la logica, quando mi si rivolta contro come un serpente! Morde. Fa male. Lascia brutte cicatrici. -
- Su, non fare così... Nulla è scritto "da sempre", altrimenti non esisterebbe la libertà; per contro, nulla è che non venga scritto, o lentamente nel tempo o d'improvviso. Non ha importanza che ciò avvenga in seguito ad un atto di volontà di uno o di altri, oppure in seguito ad una casualità. Non ha importanza quanto di totalmente assoluto sia nella casualità, o quanto parziale o marginale sia la casualità stessa. Quando accade qualcosa per cui io debba essere presente, io lo sono. Così dev'essere. -
Oddone scosse la testa, con la fronte corrugata, come se avesse udito concetti espressi in una lingua sconosciuta. Ma riuscì ugualmente a porgere un'altra domanda: - Ma tu, quanto tempo PRIMA di un appuntamento sai di doverci andare? -
- Il tempo necessario per arrivarci. -
- Sapevo che mi avresti risposto così... -
- Perchè non c'è altra risposta, non credi? Non arrivo mai in ritardo, nemmeno quando lo sono davvero: l'ora dell'appuntamento è quando arrivo. Nè prima, nè dopo. Nessuno può dire di essere morto nè un minuto, nè un'ora, nè un giorno dopo il momento nel quale avrebbe dovuto morire. Nessuno può dire di avermi aspettato. Si muore quando io arrivo, non quando eventualmente avrei dovuto arrivare. -
Oddone restò muto. Non sapeva cosa dire, annichilito dalla basilarità di questi assunti.
- Su, motociclista, continua: il prezzo può essere più alto. -
- Sì. Continuo. Questo il prezzo: mancare in malo modo all'appuntamento con te! Il nostro corpo è così fragile... Basta poco, e ce ne restiamo qui, con il corpo o la mente devastati, a litigare con la vita nostra e con quella di chi ci sta intorno. Distrutti, inabili . A soffrire o far soffrire. A soffrire "e" a far soffrire. Magari ad aspettare con ansia TE, che non ti decidi ad arrivare, finchè non sta scritto che è arrivata l'ora dell'appuntamento. -
- Non è destino, questo, che sia prerogativa unica di chi ha la passione per le moto. - sussurrò la Signora in Nero, indicando con una manica l'Harley in nero sulla quale continuava a stare piacevolmente seduta. - C'è chi ha subìto quanto temi senza aver neppure in parte goduto le sensazioni che voi godete sulle moto. Il prezzo è alto, è vero, ma parliamo anche della mercanzia che si acquista. Parlamene tu, come ne parli a te stesso quando respiri il piacere che le tue sette amanti sanno darti... -
Oddone esibì un sorriso un po' amaro, chiedendosi se era proprio quello ciò che la Morte voleva da lui. Aveva la voglia e la forza di parlarne, però. Di parlare del piacere della moto.
- C'è il senso di libertà. Ci sono le strade dei boschi e dei monti e quelle della riva dei laghi e dei fiumi. Ci sono i mille paesaggi da conoscere e da vivere. E da... scorrere. C'è la voglia di cavalcare il vento, nei momenti in cui non senti più il canto del motore, quando ti sembra di non essere nemmeno seduto su una moto, ma sull'aria. E l'aria... vola! Oppure c'è il piacere di guidare, di condurre quella bellissima cosa viva che sta sotto di te. Il piacere di guidare "davvero"... di dovere agire, muoverti, spostarti sulla sella per piegare il tuo mezzo come la strada e la tua velocità richiedono. Con la continua, eccitante sensazione della sfida all'equilibrio, in quel continuo gioco di forze e vettori ed energia. In quel dominare il movimento, gustando le accelerazioni e le decelerazioni mentre le usi per farle partecipare all'insieme di tutti i fattori complessi... eppur dominabili, della guida. Ed intanto la stringi con i pugni e le ginocchia, la tua moto, e lavori con i piedi sui pedali e puoi cavare dal motore tutta una sinfonia di suoni diversi. -
- C'è da dimenticarsi la paura, no? -
- No. Sì. Sì, posso dimenticare, per un po'. Ma c'è, c'è sempre! Basta tanto poco per finire in pezzi! -
- Anche tu hai cercato l'emozione forte, però. L'hai cercata, la paura! Andavi a più di duecento all'ora, quel giorno, ed era una strada provinciale. Stretta, strettissima a quella velocità... e così corta! E allora? -
- Quel rettilineo sembrava finire dieci metri avanti i miei occhi... e stavo così steso sulla moto che mi sembrava di avere il naso a dieci centimetri dall'asfalto della strada. Ho mollato quasi subito. -
- E confessi? -
- Confesso una emozione violenta, e la paura era il suo condimento. -
- E mentre danzi con le stagioni? Hai paura anche allora? -
- No, come potrei? Sei così assorbito da ciò che vedi e vivi! Ancor oggi mi racconto la primavera sulle strade di Normandia, quelle strade lunghe e diritte, immerse in campi verdissimi, sotto un cielo tutto grigio e pigro ed umido... con i pensieri che mi si muovevano nella mente in volute lente, torpide... un torpore soltanto a tratti scosso dalle macchie di colore del violento giallo dei campi di colza in fiore. Ricordo i sospiri che mi sfuggivano dentro il casco, incontro al profumo esalato da quel verde umido e corroborante. E mi racconto la primavera sulle strade verso Mantova, con gli occhi pieni del colore dei fiori degli alberi di Giuda e di quelli delle forsizie, che imbrogliano, con una gioia priva di pudore, esplodendo i fiori quando gli altri vegetali si stanno ancor dando da fare ad emettere le foglie. Ed intanto ogni altro albero ed arbusto si sforza di mostrarsi con il verde più tenero e brillante, per competere con ogni altro albero ed arbusto per conquistare la meraviglia del verde più fresco. -
- Ma...? -
- Ma non puoi non vedere quel lungo, infinito guard rail... paziente ed instancabile nell'attendere di affettarti un braccio, o una gamba, o il collo... come una lama ben affilata. Con cento occasioni perchè tu e la tua moto andiate a fare la quella spiacevole esperienza. -
- Non ci pensare. Dimmi dei profumi, invece. -
- Ci sono i profumi della primavera avanzata, quando si va in giro con la visiera del casco semiaperta, per lasciarli penetrare ed affondarvi il viso... il profumo delle ginestre delle isole, quello della lavanda di Provenza! Le dolcissime robinie di Lombardia, le glicini, i tigli! Ti ritrovi a guidare nell'estate, e non ti sei neppure accorto di quando ci sei entrato. Trovi l'alito caldo ed umido dei campi strapieni di mais, e l'aroma fragrante del fieno appena tagliato, e l'odore irruente del letame che nutre la terra, ed i vapori bollenti delle erbe che cuociono al sole. -
- Ma... ma? -
- Ma come fai ad ignorare quei muretti infiniti di cemento , quelle grigie meraviglie componibili che separano le carreggiate, e che ti aspettano? Un sasso schizzato da una ruota d'auto, una vespa che ti s'infila nel casco... oppure un piccolo urto, una ruota che perde aderenza. Tu lo sai, ci sono ampie possibilità di scelta: grattugiarsi fino alle ossa strisciando il muretto o l'asfalto... oppure giocare a carambola restando al di qua... - e qui Oddone gesticolò, mimando un tragico flipper. - O saltare di là per spiaccicarsi meglio. Senza sapere chi sceglie quale sia il tuo gioco... Forse senza nemmeno il tempo di capire quale sia, il dannato gioco! -
Oddone chinò il capo e tacque. Il venticello gelido gli passò sulle orecchie, teso come un rasoio e continuò.
- Ma, nonostante tutto, il bagnato, o il ghiaccio, o il terriccio viscido che sporca l'asfalto non ti fermano, d'inverno. Eppure l'unico profumo che senti è quello del freddo... E sei qui con la moto, e ti porti a spasso un'ospite... Avrei preferito farti correre su monti e colline, in mezzo ai colori ed ai profumi dell'autunno. - Oddone sbirciò la Signora, che contemplava le montagne imbiancate, e si rese conto di ciò che aveva appena detto. - Ma tu li conosci da sempre, dall'alba dei tempi... -
- Dimmeli tu... è tanto tempo che non ci penso più. Forse me ne sono scordata. Racconta, su. -
- Non è possibile raccontare tutte le sfumature del verde, del marrone, del giallo e dell'arancio che si affollano nei boschi dell'autunno! Magari lo sapessi fare! Dimentico perfino i primi due o tre degli infiniti rossi degli aceri, non appena è passato un po' di tempo, quando i miei occhi non ne sono più riempiti... Ogni bosco ha un profumo diverso, e questo profumo cambia, se lo respiri al mattino, piuttosto che a metà del giorno o al tramonto. E poi cambia ancora al variare dell'umidità... e dopo una notte umida respiri fragranze che ti allargano i polmoni e la mente... -
- Continua... -
- ... -
- Continua, su, non essere ritroso. Io sono... -
- Non dirlo! E' soltanto nel cuore dell'autunno che i colori ed i profumi ora ti imbaldanziscono, quando il sole è caldo e l'aria asciutta, ora ti commuovono, quando tramonta il sole. Ed infine ti riempiono di dolcezza e tristezza e rimpianto, quando rinfresca ed è più umido, e molte sono le foglie già cadute ed i profumi sono quelli che sentivi da bambino nei boschi e nelle campagne e tra i cespugli delle rive dei fiumi. -
- E dov'è la paura? -
- Mah! - ammise Oddone, dopo averci pensato su un po'. - Forse non è davvero paura, quella di volare via insieme alle foglie e di perdersi nei boschi dell'autunno... Forse non c'è paura di finire tra alberi e cespugli. O forse non è il momento di pensarci, o il caso di continuare a farlo. -
- E' così. Alla fine le paure sono consumate, sbiadite, ridotte. E ti resta così tanto in cambio! -
- Davvero? -
- Tu lo senti. Io mi porto via le tue paure, ed il piacere di tutte le cose belle che mi hai raccontato. Continua a goderne. Continua! -
- Con minor paura? -
- Sì, o no. Non importa, se continui a goderne. Con prudenza, se vuoi... perchè lo devi? -
Oddone restò in silenzio, fissando la Signora in Nero, che se ne stava ancora seduta sull'Harley, rilassata, con il vestito ed il cappuccio che ondeggiavano con grazia, e compostamente, al soffio del vento dell'inverno.
- Ti saluto, ora. E' tempo ch'io vada. -
- Arrivederci, Morte. -
- Arrivederci, motociclista. Sii prudente. Cerca di non arrivare in anticipo al nostro appuntamento! -
- InchAllah. - disse Oddone, come suo solito.
Ma la Signora in Nero era già svanita.
Lui si mise a cavallo dell'Harley ed avviò il motore. Sospirò. Si sentiva più tranquillo. Rasserenato. Beh, anche rassegnato. Stette ad ascoltare il canto del motore. Il poderoso ronfare lo cullò, e le vibrazioni lo riscaldarono.
Il sole continuava a splendere, in quel bellissimo, gelido sabato. Oddone considerò che la Morte appariva ora qui, ora là, ma la Vita era dappertutto. Era il caso di vivere. Infilò il casco e riportò la moto sulla strada, dirigendosi a nord.
Le montagne coperte di neve scintillavano incoronando l'orizzonte, ed era uno spettacolo bello da piangere.
Oddone incontrò la Morte in un gelido e soleggiato sabato di gennaio.
6月13日

Ne vale la pena? vale davvero la pena viver come farfalle in sella ad un dragone di fuoco?

Sono appena tornato dal Verano ove sono andato a star vicino ad amici che hanno perso uno di noi... lascio perdere la dinamica dell'incidente, ormai nn conta più nulla, ma volevo fermarmi un secondo a scrivere due parole, una riflessione sul nostro mondo ch'è tanto bello quanto fragile... e così torno in ufficio, mi loggo ai vari forum e scopro che un altro ragazzo ieri ci ha lasciato... sulla portuense... anche qui nn conosco la dinamica e sinceramente me ne frega davvero poco... quello che invece mi frega è quella sensazione di mancamento che mi prende lo stomaco quando penso che le persone a me più care in questo momento hanno la mia medesima, bellissima passione... vivono nel mio mondo... vedono con i miei occhi... già.. perchè un Motociclista vede il modo in maniera del tutto diversa da chiunque altro...

Lear, un ragazzo che se n'è andato un anno fa una volta scrisse:

"Siamo come farfalle... voliamo liberi, bellissimi, pieni di colori... ma siamo così fragili, basta sfiorarci appena le ali...."

Già... esser Motociclisti ti regala una vita bellissima che però puiò chiederti pegno in qualsiasi momento... ed è un pegno che non lascia scampo. Spesso mi son trovato a chiedermi "...ma ne vale la pena? Non è forse giunto il momento di crescere e appendere il casco al chiodo?"... ma poi rifletto... ricordo quando sono stato per due lunghissimi anni senza moto... ricordo che non ho vissuto... ricordo che ogni moto che passava era una pugnalata diretta al cuore... ricordo quei profumi, quei paesaggi, quelli sguardi da dietro le visiere quando siamo fuori tutti insieme... e tutti i dubbi svaniscono...

"...Ne vale la pena..."

Penso a mia madre che dopo 23anni ha cominciato a capirmi davvero mentre disteso su una barella con una gamba messa malissimo dopo un incidente davvero brutto chiedevo della mia moto... cercavo di capire cosa si fosse fatta... se era riparabile... perchè anche se mi stavano portando di corsa in sala operatoria io non vedevo l'ora di risalire in sella e diventare parte del vento...

Mamma... che paziena... quanto Amore... quanto ti è costato capire?

Oggi so che se un domani toccasse a me pagare quel dazio per una vita così speciale i miei AMICI capirebbero... perchè loro si bagniano dello stesso vento... s'immergono nella stessa sinfonia di quel motore che batte con il nostro cuore... e galleggiano al sole di quelle strade sperdute e così lontane dal mondo come solo noi motociclisti sappiamo fare... ma chi non è Motociclista (come mai Madre) capirebbe?

Un giorno avrei detto senza paura di sbagliare NO, NON CAPIREBBERO... e non avete idea di quanto questo potesse farmi male... ma oggi... oggi si... e questa consapevolezza mi permette di affrontare e vivere questo bellissimo modo di essere al mondo con iuna serenità che non ha prezzo...

Oggi guardavo la mamma (o la zia, non ho capito) di quel ragazzo... che guardava le moto parcheggiate fuori dall'obitorio... silenziose... ancora calde... ho incrociato il suo sguardo solo per un attimo ma è stato come venire attraversati da un tremo merci in discesa... mi ha.. svuotato... ho temuto, in cuor mio, che la nostra presenza non fosse "capita"... che fosse fonte di dolore ulteriore se mai possa esistere un dolore più grande della perdita di un figlio...

"..Ne arriveranno ancora di moto, vero?"

Questo è stata l'unica cosa che ha chiesto a yayo... come se volesse, in cuor suo, farsi sentire da Kekko sulle ali del rombo di tutti i nostri motori lanciati a fondoscala...

Kappa #24... in quel momento sono tornato indietro di un anno e mezzo più o meno... quando ero di nuovo qui.. con il 24 sul petto, nel cuore, sul cupolino... quando non si circolava nella piazza per la quantità di moto che vi erano... quando partendo dal Verano siamo arrivati a Sant'Oreste (Falminia vicino a Sassacci) senza che Daniele si fermasse nemmeno per un secondo.. senza che la sua ultima uscita fosse disturbata da un nonnulla...

Roma si è fermata davanti al rombo di più di 200moto che hanno scortato un BRAVO RAGAZZO, genuino come pochi, ove riposerà finchè un domani non saremo tutti riuniti a far casino tra le nuvole... nessuno ha potuto impedirci di parire la strada come un coltello incandescente passa attraverso un panetto di burro... neppure la tangenziale bloccata all'ora di punta ha nemmeno rallentato il corteo...

Così viene salutato un MOTOCICLISTA... e voi che non potete capire.. non fate domande... non chiedete... non vedreste che un centauro che se n'è antado in sella alla sua moto e null'altro.. senza poesia... ma spostatevi perchè un angelo in moto non può fermarsi... ha troppi amici da proteggere ancora... Già.. non capireste...

Torno a pensare ai miei cari... a come mi preoccupo quando escono e non mi fanno sapere quando tornano alla base... mi sento molto MAMMA.. e forse in quei momenti capisco IO a mia volta mia madre (come mio padre)... e l'ammiro... gli ammiro come fossero i miei eroi.. perchè non c'è cosa più bella che un genitore possa fare che liberare le ali al proprio pargolo permettendogli di volare alto.. più alto che può.. anche se rischia di precipitare... anche se rischia di non fare più ritorno al nido... ma il cielo l'ha toccato...

"...Ne vale la pena?"

Si, mille e più volte si... perchè io credo che chi resta, ogni volta che sale in sella al suo sogno di fuoco e metallo incosciamente (ma nemmeno tanto) porta uno dei nostri angeli a fare un giro... ad ali spiegate...

Motociclisti... (una volta ancor di più) strana... bellissima gente...
6月9日

Generazione X

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto,
e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

tongue.gif biggrin.gif laugh.gif

Noi non abbiamo fatto la Guerra,
né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo,
né abbiamo votato il referendum per l'aborto
e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia 90.
Per non aver vissuto direttamente il 68 ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono
e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.


Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie,
a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella,
e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi,
ad essere andati ai parchi di divertimento
o aver visto i cartoni animati a colori.


Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta,
a zampa di elefante e con la cucitura storta;
la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche
e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.


Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati,
siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2


Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors,
Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank,
ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.

Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.


Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co.
e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo,
come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il muro di Berlino,
e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale;
siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;
quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);
abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia,
senza sapere molto bene cosa significasse,
per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.


Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro,
abbiamo giocato a Pac-Man,
odiamo Bill Gates
e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.


Siamo la generazione di Bim Bum Bam,
di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen,
e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.


Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble,
ma neanche le Hubba Bubba erano male;
al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.

Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare"),
delle sorprese del Mulino Bianco,
dei mattoncini Lego a forma di mattoncino,
dei Puffi,
i Volutrons,
Magnum P.I.,
Holly e Benji,
Mimì Ayuara,
l'Incredibile Hulk,
Poochie,
Yattaman,
Iridella,
He-Man,
Lamù,
Creamy,
Kiss Me Licia,
i Barbapapà,
i Mini-Pony,
le Micro-Machine,
Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale 82,
e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.

L'ultima generazione degli spinelli



Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:

viaggiavamo in macchina senza cinture,
senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni,
armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi
e il gioco delle penitenze era bestiale.


Non c'erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti,
e tanto meno le rotelle!!


Magiavamo dolci e bevevamo bibite,
ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.

Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola,
cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet,
però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!

E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere
e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità,
non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Personalmente sono Classe 78...

Vogliamo parlare del fatto che non avevamo il cellulare e che quando uscivamo di casa la mamma mi urlava dietro SEMPRE.. TORNA PER CENA ALLE OTTO E NON UN SECONDO DOPO, POSSIBILMENTE CON LE GINOCCHIA INTERE!!! e non c'erano i BAMBINI di 6anni con il cellulare che sennò la mamma si preoccupa?

Dei numeri di telefono che sapevi TUTTI a memoria o al limite erano scritti nelle ultime pagine del diario?

Della mitica SMEMORANDA che a fine anno era diventata il triplo con tutte le cazzate che ci infilavi dentro?

Della cartella INVICTA pesantissima, degli astucci, del compasso che puntualmente mi si sparpagliava per tutta la cartella...

Delle prime volte che avevi l'autorizzzazione di andare dal tuo amichetto in autobus e ti sembrava di partire per un lungo viaggio.. e ti sentivi GRANDE...

Della All Star che tutti spacciavano per scarpe da pallacanestro con protezione per la caviglia e invece io ci prendevo delle storte epiche...

Dei primi motorini... i primi TUBONI come il BULLIT o il malaguti Fifty che se lo avevi eri veramente un figo... il primo scooter: IL METROPOLIS!!! che non ne ho mai visto uno dritto...

Dei pomeriggi in discoteca... che prima ci andavi e facevi la fila come "uno qualunque" poi passavi a fare il PR con la felpa della discoteca.. e ti sentivi un re...

Delle prevendite delle discoteche che collezionavo e attaccavo al muro...

Delle ragazze di NON E' LA RAI...

Dei RAGAZZI DEL MURETTO...

Dei RAGAZZI DELLA III C

Di mia madre che se mi sentiva dire una parolaccia oltre a SCEMO dovevate vedere gli schiaffi come volavano....

(aggiungo by Attila77)

Siamo cresciuti deviati da Drive IN ( moto e patata )

Gundam , Goldrake, Jeeg, Laserion; Devilman, X-Bomber, Megaloman, Ken il guerriero, con questi siamo cresciuti non con pokemon etc mad.gif , di fatti adesso so tutti fregnoni laugh.gif

serena Grandi e Ornella Muti erano delle grandi patate

sognavo di avere la moto del Falco della Strada

Non perdevo una puntata di tuono d'acciaio, KITT e A-Team

Usavamo le penne REPLAY

le gomme da cancellare erano canotti verdi con la riga bianca in mezzo e quelle per le penne dei dischi blu che assomigliavano più al disco di un frullino ( e facevano anche gli stessi buchi sul quaderno quando li usavi )

esistevano ancora le tessere atac ad una linea sola di 7.000£

Non sapevamo la guerra cosa fosse se non eventi passati , fino alla guerra del Golfo, li abbiamo capito che il medio oriente non è solo piramidi e deserto

la PS2 e l'X-Box non esistevano , al massimo l'amiga 500 ( il mio primo pc COMMODORE 16 e poi C128 )

Internet ?! e che roba è ???? Esistevano solo le BBS ... Che spettacolo happy.gif

la TELECOM non esisteva ma c'era la SIP ( società Idrica Piemontese .. .ebbene si :) )

C'erano i gettoni

fare oltre mezza notte ???? am scehrziamo il sabato e la domenica a dormire :D

C'era Sandro Pertini

le presentatrici Rai che adesso sembrano mummie erano grosse patate !

Sappiamo cosa sia il pongo e il das hahahahha

adesso un lettoer masterizzatore DVD con satellitare incorporato etc... costa 50 € , il Video registratore PHILIPS a 4 testine costava 900.000£

Internet non esisteva , al massimo il baracchino : Canale 12 ( gli anziani ) canale 36 e 39 sulla 27 Alessandrino - centocelle ( e daje di President Lyncon e mantova 5 )

Qaundo giocavo a pallacanestro e volley , tornavo massacrato e mia madre " guarda coem ti sei ridotto, ti rimarranno i segni ... bla bla bla " e via calci in culo laugh.gif adesso che mi abbraccio i guard rail al massimo mi cambia la fasciatura laugh.gif

Quando ero piccolo e il motorello in città me lo potevo scordare solo paese e basta, con la famosa Frase "Fino a quando abiterai qui segui le regole " e poi mio padre mi sfotteva per la moto verde

quando tutti noi avevamo un muretto o un curvine dove vederci con gli altri ( se rimanevi a casa sicuro scattava la revisione dei compiti ) e la famosa frase " Te la sei fatta la cartella per domani ????"

quando le ragazze di 15 anni ancora non portavano i tanga , avevano le scarpette basse , i capelli cotonati col mollettone e se ti davano un bacio sulla guancia era una svolta happy.gif

Quando facevamo a cancellinate a scuola ... minkia quei cancellini erano missili SCUD laugh.gif

Quando la vecchia 500L sembrava una lamborghini

quando facevi sesso per la prima volta a 17 anni e pensavi di essere precoce uhahahahahha

etc...............................


...Fermatemi o vado avanti per tutto il giorno
(ma cmq aggiornerò spesso questo intervento)...


Cmq... noi siamo la GENERAZIONE X, quella ch'è passata dal cresecre giocando in strada con le ginocchia sempre sbucciate e ci bastava niente per svoltare la giornata e abbiamo visto nascere e crescere la generazione attuale... FREDDA E TECNOLOGICA...

Mi hanno passato un link con un mare di cose di quei tempi.... le aggiungo volentieri:

Le palline clic-clac
Il monopattino
La macchinina e il go-kart con i pedali e le assi di legno con le ruote
Le biglie, le pancette, le venate, le gassate per i giochi della buca e del caporale
Le autopiste Polistil
Il Traforo
Il Meccano
L'Allegro Chirurgo
Il Lego e i PlasticCity Italocremona
I Chiodini 'Coloredo' prodotti dalla Quercetti
Il Going, versione normale e in miniatura
La palla Canguro
La bicicletta Saltafoss e la bicicletta Tin Tin Ager
I trenini Marklin, i trenini Rivarossi, i trenini Lima
Le piste disegnate con il gesso per fare le gare con le macchinine
La corsa delle automobiline per le discese
I soldatini
Gli aerei di balsa con l'elastico Quercetti
I trasferelli
Gli aerei di carta Paper Plane
L'aereo Turboplan della Quercetti
Il gioco del pirata della Polistil
La cartolina fissata ai raggi della bici con la molletta
La fionda, di diversa foggia e materiali
La cerbottana
Il flipper Arco Falc a piano inclinato
Susanna tutta panna gonfiabile
Il pongo colorato, il Das Adica Pongo, il Plasmolegno Bo-Fim
Le pistole giocattolo e le cartucce Super Bum della Edison giocattoli
La pistola dei mercatini, in latta nera con i colpi sulla carta rosa arrotolata
La pistola Oklahoma e il fucile flobert ad aria compressa che sparavano gommini rossi
Mettersi il Vinavil sulle mani per poi togliere le pellicine
Il missile MACH-X (produzione Quercetti)
Il missile 'TOR' (produzione Quercetti)
I dischi animati
La bambola 'Petula'
La bambola Mimmina
La bambola 'Spinacina'
Il pupazzo in plastica di Topo Gigio
I Fiammiferini
Il Tamburgioco-Prendiprendi
Il gioco dell'oca
L'alfabetico magnetico di plastica
La bambola 'Metti' nella scatola trasparente
Il fortino dei cowboys e la tenda degli indiani
La casetta da costruire 'Cicocca' regalo della Brioss Ferrero
I palloni da calcio: Super Tele, Elite, Valsport, GoalCid, Mitre e il mitico San Siro
I vestiti da ritagliare per le bambole da ritagliare
Le piste sulla sabbia per le palline con dentro le foto dei ciclisti
Il Lancia Dischi Mattel
La pista 'Bruciapista' Mattel e la pista Sizzler Mattel
Le automobiline Dinky Toys e le automobiline Matchbox
Le automobiline che funzionavano a strappo
Le trottole a pressione
Le fialette (o bombette) puzzolenti
Il Subbuteo
Un clone del Subbutuo, il Giocagoal
Il Fresbee
Il calcio a molle
Il cavallo a dondolo o il cavallo a pedali (tipo automobilina)
Lo specchietto per riflettere la luce del sole
Le miccette esplosive
Le pulci
Il teatrino dei burattini
Il Dolceforno
Il gioco in scatola 'Colpo grosso a Topolinia' della Clementoni
Il gioco in scatola 'Sapientino'
Il gioco in scatola 'Scoop'
Il gioco in scatola 'Totopoli'
Il gioco in scatola 'Scarabeo'
Il gioco in scatola 'Il piccolo chimico'
Il gioco in scatola 'Rischiatutto'
Il gioco in scatola 'Barbie reginetta del ballo'
Il gioco in scatola 'Kojak'
Il gioco in scatola 'Monopoli'
Il gioco in scatola 'Olimpiadi'
L'equipaggiamento da Detective
Il gioco in scatola 'Castello incantato'
I fusi di carta e la cannetta (o cerbottana) di plastica
Il dirigibile a energia solare 'Ufo Solar'
I pifferi fatti con i manici di scopa di plastica segati e bucati
Il tubo sonoro 'Sonar'
Le bambole Rock Flowers Mattel
La bambola Barbie
Il Big Jim
Il Gi Joe
Madelman
Movimento mistero
La bambola 'Lisa Jean' e la bambola 'Lucia' della Furga
Gli organi Bontempi e Giaccaglia
Il gioco dello Scudetto
Il gioco del pirata di plastica
Le bambole Cicciobello e Serenella
Giocare a fare l'orchestra
Il barattolo sonoro che capovolto muggiva
La bicicletta Graziella
I tatuaggi removibili
Il Flipper Elettromeccanico
La macchina per ricopiare i disegni
Il gioco di lanciare e prendere i sassolini o gli ossi di pesca
Il View Master (o visore 3D)
Il Cinevisor (produzione MUPI)
I pastelli a cera
I giochi da cortile
Il gioco del Rally
Il gioco 'a chi ride prima'
Il gioco della rana (tipico della Lomellina)
Il gioco 'Bandiera' (chiamato anche 'Rubabandiera')
Il gioco 'Nascondino'
Il gioco 'Strega comanda color'
Il gioco 'Palla bollata/Palla avvelenata'
Il gioco 'Guardie e ladri'
Il gioco 'Mondo'
Il gioco 'La bella statuina'
Il gioco 'Elastico'
Il gioco 'L'orologio di Pierino fa tic tac'
Il gioco 'quattro cantoni'
Il gioco 'Cip'
Il gioco 'Bum Bum Mago o Libero'
Il gioco 'Rialzo'
Il gioco 'Difetti'
Il gioco 'La campana'
Il gioco 'Acchiapparella'
I randelli di plastica di Carnevale
Il gioco della bottiglia
Il gioco 'Battaglia navale'
I gioco 'Malefiz'
Il gioco 'Fiori, Frutti, Cose, Programmi, Nomi, eccetera'
L'arco e le frecce Arco Falc
Lo Slaim e lo Slaim vermi (produzione Mattel)
Spararsi gli elastici
Il martello in plastica e gommapiuma 'Plasmon' che regalavano in spiaggia assieme ai biscotti
La biro Bic senza refill usata come cannuccia per sparare chicchi di riso
Le buste a sorpresa, comprate dal droghiere o dal lattaio in grossi cesti
Le bambole 'matriosca'
Il fucilino ad aria con il tappo di sughero tenuto dalla spago
Gli aerei di carta nelle scatole dei formaggini
Le racchette da ping pong con la plastica con i puntini
Le biciclette piccole con le ruotine posteriori per imparare
Il triciclo con il posto dietro per i piedi del passeggero
Gli schettini con le ruote normali e senza freno da allacciare sulle scarpe
La microguida
La collezione di libellule o di altri insetti o piccoli animali
Le palline esplosive ricoperte di stagnola, che esplodevano se calpestate o se gettate a terra
Il Ping-o-tronic
Le parole da gioco 'arimus' e 'mortis' per rendersi attivi/passivi
La scelta fra 'dire, fare, baciare, lettera, testamento'
Il trottolo Wizzler
Le corse collettive in bicicletta intorno all'isolato
Le figurine da ritagliare dal Corriere dei Piccoli
I pupazzi piatti in regalo con il formaggino Mio da appiccicare con il sapone.
Il pupazzo di plastica gonfiabile di Ercolino Sempreimpiedi
La mucca Carolina
Le scarpe con la zeppa che contenevano le rotelle, giravi una levetta e via, veloce come il vento
Le automobiline di latta a frizione e quelle filoguidate
I carri armati di latta azionati a carica che si muovevano e sputavano scintille
I Robots di latta e di metallo che si muovevano e sputavano scintille
I modellini di astronavi tratti dalla serie televisiva U.F.O.
Il proiettore Festacolor
Il proiettore che ingrandiva
I biliardi per giocare a 'funghetti'
La fiera del paese o città con gli autoscontri e con la pesca del pesce rosso con le palline
Le canzoni da accompagnare con i gesti
Il motoscafo di plastica della ditta 'Montenapoleone' con incorporato il motorino elettrico
Il giocattolo a sorpresa del detersivo Tide
Le pentoline di plastica e i servizi da thè per signora
Giocare a fare dolci, pasta o pizza
Il girotondo e le conte
Provolino
Fanella
La bambola Nanà
Le 'Fiabe Sonore'
Fare a 'pari o dispari'
Le filastrocche da declamare battendo le mani o giocando con la palla contro il muro
Le raccolte delle figurine


La radio a transistor con la custodia di similpelle nera
Lo spremiagrumi Atlantic con la leva
Il colorante cancerogeno E123
Lo sbarco sulla Luna nel Luglio 1969
Gli accessori per personalizzare e abbellire l'interno dell'automobile
I volantini della propaganda elettorale nei periodi delle elezioni
Il pulmino delle suore e le suore sulla Prinz
Lo schermo a righe blu, rosse e verdi da applicare alla tv in bianco e nero per simulare il colore
Limare sul muro il nocciolo delle albicocche per farne fischietti
La Fanta arancione
La macchina fotografica Instamatic
Le bustine per fare l'acqua frizzante nelle bottiglie con il tappo: l'Idrolitina, la Cristallina, la Frizzina
I punti dell'olandesina della Mira Lanza
La poltrona Ball in plastica bianca dalla forma semisferica
I filmini in 8 e Super 8
Il proiettore Festacolor
Le Radio militari
Le grosse cassette audio 'Stereo 8' e le relative autoradio
Le palle di plastica trasparente con sorpresa che uscivano dai distributori automatici
Le lotterie nei bar sotto forma di pannello di cartone dai quali uscivano i bigliettini arrotolati
Le scarpe da ginnastica MECAP
Lo stabilizzatore elettrico per la televisione
Gli scarpini da calcio 'Pantofola d'oro'
Il banco di scuola ricoperto di formica verde con il foro per il calamaio
Le radio da tavolo
Il televisore Brionvega
Gli stereo compatti
Il baracchino CB
La colonia estiva
Il film all'oratorio, la domenica pomeriggio
I sandaletti blu, con due buchi grandi e due piccoli
La pompetta per gonfiare il canotto o il materassino
Il frigorifero bombato, senza zona freezer
La lampada per l'insegna da barbiere
Gli zoccoli borchiati
Le ciabatte infradito o giapponesi
Gli animaletti animati: il cagnolino, il cane lupo o la tigre che muovono la testa nel lunotto posteriore
Le scarpe ortopediche di pelle nera
Le code di volpe
Il cavallino in ghisa del barbiere
La maschera subacquea
Le matite colorate di marca 'Presbitero'
Il grembiule blu con il fiocco rosso per andare a scuola
La cartella e l'astuccio in similpelle verde
I copriquaderni e coprilibri in plastica blu
I quaderni bassi dello Zecchino d'Oro
I quaderni di prima e seconda, quelli di terza, quelli di quarta e quinta
I quaderni a quadretti con i margini
Il tappo nero (occlusore) da fissare a una lente degli occhiali da vista
Il secchiello del mare con il coperchio a setaccio e le formine per la sabbia
Le biro con la donnina che va su e giù in una finestrella dell'impugnatura
L'Enciclopedia Mille Perché, l'enciclopedia Vita Meravigliosa, l'enciclopedia Sapere
Le bustine per fare l'aranciata
Le macchine dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza
Il crocifisso e la foto del presidente della Repubblica appesi sopra la cattedra nella classi
Il cestino per la merendina da fare all'asilo
Andare a mangiare la pizza con la famiglia la domenica sera
L'aereo che passa in spiaggia con lo striscione dietro lanciando una nuvola di buoni-sconto
Il salvagente rotondo di Braccobaldo, premio dei punti Galbani
L'aquilone a forma di fantasma delle patatine San Carlo
L'apparecchio per i denti metà in plastica, metà in metallo
La Minamì, una matita a cartucce ricaricabili da dietro
Il corso di inglese in dischi di Selezione che veniva venduto con un giradischi trasportabile
Il tetrapak piramidale del latte
Le malattie esantematiche: morbillo, rosolia, scarlattina e varicella, e gli orecchioni
Il linoleum e la carta da parati damascata
La scoliosi
Esclamazioni anni '70: 'Togo!', 'che zacchio!' e 'bestiale!'
I libretti con i testi delle canzoni di Sanremo
I Lupetti e le Giovani Marmotte
La domenica in città, quando c'è l'Austerity (1/12/73 - 2/6/74)
Le domeniche dove si circola targhe pari/targhe dispari
I miniassegni
La televisione con la manopola per cambiare i canali
Il cucchiaio storto per mangiare la pappa
Le scarpe Tepa Sport blu
L'auto NSU Prinz 4L, motore 600 cc
La collezione di tappi di bottiglia dei succhi di frutta
Le palline di vetro nelle bottiglie di liquore
Le prove di coraggio per essere ammessi alle bande delle vie
La distribuzione dell'album e delle figurine fuori dal portone di scuola
La lucidatrice per pavimenti con a luce davanti
Il dentifricio Paperino's
Pubblicità del dentifricio Paperino's
I segnalibri omaggio 'Giotto' coi disegni del guerriero etrusco e dell'araldo spagnolo
L'esclamazione 'Ciao bella gioia!', copiata da Renato Pozzetto
La tessera del Club di Topolino
Gli incredibili prodotti pubblicizzati sulle pagine del 'Il monello' e 'L'intrepido' dalla ditta Same
L'odore della colla Coccoina
I manuali vari della Disney
La Penna Stilografica Auretta
Le automobili Innocenti modelli J4 e J5
Le automobili Mini Minor, in particolare il modello T come Traveller
La Superpila
La racchette da tennis di legno
Le biro Bic
Il pallone gonfiabile della crema Nivea
Le biro Corvina
Il referendum per il divorzio
Le carte plastificate adesive D.C.Fix e Acella Quick
Le piccole radioline a transistor da stadio con la batteria da 9 volt
Le Superga di tela con il buco per l'alluce
I posacenere di metallo piatti aventi una base a sacchetto di skay pieno di ghiaietta
La piccola sfera all'interno delle cartucce vuote di inchiostro per la stilo
Un soprammobile costituito da un uccellino che dondolava avanti e indietro
Il juke box al bar della spiaggia
Le piccole casseforti, tipo quelle delle banche, per metterci i nostri pochi spiccioli
La radio di plastica a forma di bottiglia in scala 1:1 del Cynar
I buchi fatti con la gomma sulle pagine dei quaderni di brutta
Aggiungere alcool nel retro dei pennarelli per farli durare ancora
Il cappello con la coda da Davy Crockett
Il mangiadischi portatile
Le ciabatte da mare ZOORI di gomma nera
Il telefono Sip 'Grillo'
I dischi flessibili, di tutte le forme
La perla del Certosino
Il giradischi Lesa stereofonico, modello Sagittario
La fonovaligia Geloso e il registratore a bobine Geloso
I prodotti per la pulizia della casa, in particolare quelli della Mira Lanza


Topolino
Il Corriere dei Piccoli (detto anche Corrierino) e il Corriere dei Ragazzi
Il Giornalino
Le estrazioni del Lotto della TV svizzera
Il telefilm 'Belfagor' (il fantasma di Louvre)
La serie di film 'Fantomas' con Luis de Funès e Jean Marais
Il telefilm 'Arsenio Lupin'
Il telefilm 'Pippi Calzelunghe'
Il telefilm 'Rin tin tin' con il bambino Rusty
Il telefilm 'Lassie'
Il telefilm 'Furia'
Il telefilm 'Woobinda'
Il telefilm 'Nobody'
Lo sceneggiato 'Sandokan'
Il telefilm 'Orzowei'
Il telefilm 'Nata libera'
Il programma di cartoni animati 'Scacciapensieri', il sabato sera alla TV svizzera
Il film del sabato sera alla TV svizzera, dopo Scacciapensieri
Le partite di basket al sabato pomeriggio alla TV Svizzera
I romanzi di Salgari
Lo sceneggiato 'La freccia nera'
Lo sceneggiato 'Vacanze nell'isola dei gabbiani'
Lo sceneggiato in una dozzina di puntate 'Paul e Virginie'
Lo sceneggiato 'E le stelle stanno a guardare'
Lo sceneggiato 'L'amaro caso della baronessa di Carini'
Alighiero Noschese e le sue imitazioni
La voce fuori campo che dice 'Prove tecniche di trasmissione'
La schermata fissa con scritto 'La trasmissione sarà ripresa il più presto possibile'
Lo scrutinio televisivo per l'elezione di Saragat a Presidente della Repubblica
Il telefilm 'Ivanhoe'
Il telefilm 'Thierry La Fronde'
Il telefilm 'Il Crociato'
Il telefilm 'Kronos' (The Time Tunnel)
Lo sceneggiato 'La cittadella' con Alberto Lupo
Ancora Alberto Lupo, che legge poesie in bianco e nero
I fumetti de 'Il grande Blek', 'Kinowa il giustiziere del West', 'Capitan Miki', 'La storia del West', 'Zagor'
Il telefilm 'Shado U.F.O.'
I cartoni di Gustavo, della Hungarofilm (ungheria) e della Pannonia Studios
Raffella Carrà
Il programma per i più piccoli Giocagiò, alle ore 17
Le cartoline e la colonna sonora dell'intervallo TV
I cartoni del Professor Balthazar (produzione cecoslovacca)
Le prove tecniche di trasmissione RAI 2 e RAI 3
La TV dei ragazzi alle 17,30
Il programma 'Chissà chi lo sa', presentato da Febo Conti il sabato pomeriggio
Il programma 'Immagini dal Mondo'
Il telefilm 'Saturnino Farandola' e il telefilm del papero Saturnino
I film mitologici
I film western con Django, Trinità, Sartana, eccetera
I film di kung-fu
Il programma 'Fotostorie'
Il telefilm 'Gianni e il magico Alvermann'
Il telefilm 'Karlsson sul tetto'
Il telefilm 'Emil'
Lo sceneggiato televisivo 'A come Andromeda' (1972)
Il programma 'La TV degli agricoltori', poi diventato 'A come Agricoltura'
Il telefilm 'Il meraviglioso mondo di Mr. Monroe' con la figlia Lidia con l'apparecchio per denti
Il programma radiofonico 'Il Gambero' con Franco Nebbia
Il telefilm 'Polì a Venezia' e 'Polì in Portogallo'
I film del gruppo francese Le Charlots
Il programma radiofonico 'Alto Gradimento'
Il programma musicale radiofonico Hit Parade di Lelio Luttazzi
La trasmissione radio 'Dischi caldi', condotta da Gian Carlo Guardabassi
Il programma contenitore 'Mille e una sera'
I film a cartoni animati di Bruno Bozzetto 'Vip mio fratello super uomo', 'Allegro non troppo' e 'West and soda'
Il film 'Il pianeta proibito'
Il film 'Le avventure del Barone di Munchausen' con gli sfondi disegnati
Il cartone animato 'Putiferio va alla guerra'
La trasmissione a pupazzi animati 'Robby e 14'
La trasmissione 'Non è mai troppo tardi' condotta da Alberto Manzi
Il programma 'L'uomo e il mare' di Bruno Vailati
90° minuto condotto da Paolo Valenti
Il programma di Jaques Costeau 'Enciclopedia del mare'
Il libro a fumetti di Atomino
Ciuffettino
Il Quartetto Cetra in 'Non cantare, spara'
Il telefilm 'L'adorabile strega', poi diventato 'Vita da strega'
Il telefilm 'Tre nipoti e un maggiordomo'
Jader Jacobelli in tribuna politica
La sigla dei cartoni 'Merrie Melodies'
Il clown Scaramacai
Il 'Braccobaldo Show' alla domenica nel tardo pomeriggio
I cartoni animati di Bugs Bunny
Il programma di Cochi e Renato 'Il poeta e il contadino'
I cartoni animati di Napo Orso Capo
Il Muppet Show
I fumetti di guerra 'Super Eroica' e 'Guerra d'Eroi'
Il Dirodorlando, in onda per i ragazzi il sabato pomeriggio e condotto da Ettore Andenna
La serie televisiva di Nero Wolf
Il sibilo del monoscopio RAI-TV
Lo sceneggiato 'Il segno del comando' con Ugo Pagliai e Carla Gravina
Lo sceneggiato 'Gamma'
Il programma del sabato 'Oggi le comiche', condotto da Renzo Palmer
Le caricature di Prosdocimi
Il telefilm di 'Les Gaumontes'
La trasmissione 'Rischiatutto' condotto da Mike Bongiorno con la valletta Sabina Ciuffini
La sigla di Koper Capodistria con la statua del pifferaio che gira
Il telefilm su TeleCapodistria con un tipo vestito con una specie di tuta con una coda a righe
La serie di telefilm 'I sopravvissuti' (1975)
La sigla del carosello Tic-Tac di Capodistria col papà coniglio che costruisce la TV per i tre piccoli
La sigla della TV dei ragazzi (inizi anni 70) col mappamondo fatto di cartoline
La sigla di chiusura con l'inno di Mameli (tipicamente prima di mezzanotte)
Il puntino bianco al centro dello schermo che si rimpiccioliva fino a sparire quando si spegneva la TV
Il programma 'Gli eroi di cartone' (1970)
Il programma 'Il paese dei Pirimpilli' (autunno 1969)
Michele Strogoff quando si toglie le bende e lei è nuda
I varietà del sabato sera: Canzonissima, Milleluci, Formula 2, Doppia Coppia, Tante scuse
L'angolo di cabaret tedesco brechtiano nel programma 'Noi No' con R. Vianello e S. Mondaini
Il triangolino luminoso che appare quando su un altro canale RAI sta iniziando un programma
Il programma 'Avventura'
I documentari olandesi sugli animali
Il programma 'Supergulp fumetti in TV'
Il telefilm 'Agente Speciale'
Il telefilm 'Il Prigioniero'
Il telefilm 'Vidocq'
Il Fauno di Marmo sceneggiato del 1977
Lo sceneggiato 'Ho incontrato un'ombra'
Lo sceneggiato 'Dov'è Anna?'
Il telefilm 'Vacanze in Irlanda' nella TV dei Ragazzi
Il colonnello Bernacca che ci dava le previsioni del tempo
I telefilm 'I ragazzi di Padre Tobia'
Il programma 'Giovanna la nonna del corsaro nero'
Il programma 'Vangelo vivo' a cura di Padre Guida
Il cartone animato di Scoobi-Doo di Hanna & Barbera
Il programma de 'La posta di Padre Mariano'
Il telefilm 'I cavalieri del cielo'
Il telefilm 'Avventure in elicottero'
Il telefilm 'Attenti a quei due' con Roger Moore e Tony Curtis
La serata di prosa al venerdi sera, con i due colpi di gong tra un atto e l'altro
Il telefilm di Zorro
Il Tenente Sheridan nel ciclo televisivo delle 'Quattro Donne'
Il Telegiornale Sport
La sigla del Telegiornale con il globo terrestre che ruota ed il traliccio che genera le onde sonore
Lo sceneggiato televisivo 'La Traccia Verde'
Il telefilm 'L'amico fantasma' (Randall & Hopkirk Deceased)
Lo sceneggiato 'Il tesoro del castello senza nome'
Il telefilm 'I compagni di Baal'
Il telefilm 'I forti di Forte Coraggio'
I film di Stanlio e Ollio
Il programma 'Specchio Segreto' con Nanny Loy
La collana di libri 'Il giallo dei ragazzi'
Il film 'Guerre Stellari' (Star Wars, 1977)
Il personaggio di 'Pedrito el Drito' nel fumetto sul Monello
I cartoni animati dei Barbapapà
Il programma 'Giochi senza Frontiere', con i giudici internazionali Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi
Il momento del 'Fil Rouge' e il 'Jolly' ai Giochi senza Frontiere
Il gatto Arturo della tv svizzera
Il film 'La guerra dei bottoni'
I cartoni animati di Re Artù, quelli con Morgana la strega e il Cavaliere Nero che sogghignava
Il programma 'Colpo d'occhio' prodotto dalla BBC (Vision On)
Enrico Montesano che dice 'Salvatore che mi piaci a tutte le ore'
Il programma 'Il Professor Cutolo risponde'
Il libretto tascable con le canzoni di Sanremo
Il celebre fondo schiena di Nadia Cassini nella sua sigla di chiusura di 'Quantunque io'
Il telefilm 'Spazio 1999'
Il telefilm 'La banda dei cinque'
Il telefilm 'Invaders'
Il telefilm 'Il pianeta delle scimmie'
Il telefilm Star Trek, con il comandante James Kirk e Spok
Il telefilm 'Orion 8'
Il telefilm 'Doctor Who'
Il telefilm 'Project U.F.O.'
I film di Gianni e Pinotto
Lo Zecchino d'Oro, con il Mago Zurlì, la direttrice del coro Mariele Ventre, Topogigio e Richetto
Il testo della canzone 'Quarantaquattro gatti
Il telefilm Tony e il professore' con Enzo Cerusico
I telefilm della serie 'Bonanza'
Canzonissima
Lando Buzzanca con il ciuffo
Lo sceneggiato 'Il giornalino di Gian Burrasca' con Rita Pavone
I 'Programmi dell'accesso'
La serie 'il giro del mondo in 80 giorni'
Il programma su Telemontecarlo 'Un peu d'amour, d'amitié e beacoup de musique'
Lo sceneggiato 'Ritratto di donna velata' con Nino Castelnuovo alle prese con un urna etrusca
Lo sceneggiato 'Esp'
Giuseppe Ungaretti che presenta lo sceneggiato 'Odissea'
Il programma 'Quelli della Girandola' sulla Televisione Svizzera
Le nuvole della sigla di apertura dei programmi RAI-TV alle cinque di pomeriggio
Il programma 'Cara Rai' alla radio
Le nuvole della sigla di chiusura della RAI-TV a tarda sera per la fine delle trasmissioni
Il film delle 10 di mattina (solo per la zona di Milano) quando c'è la Fiera Campionaria
Le sigle col canto degli uccellini trasmesse dalla radio per indicare il cambio di stazione trasmittente
La serie a pupazzi animati Filopat e Patafil
Lo sceneggiato televisivo 'La Pietra di Luna'


Carosello
I caroselli del lievito Bertolini
Il carosello di Ondaflex con i bambini che saltano al suono della canzone Bidibodibù
Il carosello Biancosarti con il tenente Sheridan
Le incredibili pubblicità su 'Il monello' e 'L'intrepido'
Il carosello con Gino Bramieri che dice 'e mo' e mo' Moplen'
Paola Pitagora e lo slogan 'Capita a chi Policar'
L'uomo in ammollo del detersivo Bio Presto
Calimero
La frase 'Gigante pensaci tu' e la frase 'E che ci ho scritto Jo Condor?' nel carosello Ferrero
Lo slogan 'Cantare, gridare, sentirsi tutti uguali' del cornetto Algida
Lo slogan 'La pancia non c'è più' dell'olio Sasso
Lo slogan 'Capitano, lo possiamo torturare' dell'amarena Fabbri
La pubblicità dei biscotti Talmone con il personaggio a cartoni animati 'Miguel son mi'
Il caballero misterioso e la sua Carmencita nel carosello del caffè Paulista (produzione Lavazza)
La famiglia dei cavernicoli chiamati Mammut, Babbut e Filiut che pubblicizzava i tessuti Rhodiatoce
Il carosello del Californiano
Il carosello con il personaggio di Mister X
Il carosello con il personaggio del Tornado Bianco
Il carosello della DeRica di gatto Silvestro quando dice 'No! Su DeRica non si può...'
Il cartellone di Coppertone crema solare con il cane che tira gli slip della bambina bionda
Il Gringo nella pubblicità della carne Montana
Il carosello Rex con la famiglia incontentabile
Il braccio di Vim Clorex
Il pugno di Petrus, in armatura medioevale
La brillantina Linetti
Tino Buazzelli che si percuote la fronte con la mano ricordando 'ah! Aperol!'
Lo slogan 'Se nel disegno vuoi prender otto, matite Fila pastelli Giotto
Lo slogan 'Sopra tutto c'è Fernet Branca'
L'omino coi baffi dei prodotti Bialetti
Paolo Ferrari che cerca di scambiare due fustini di un detersivo qualsiasi per uno di Dash
Lo slogan 'Fatti non parole' della Rex
La pubblicità Philco con i pupazzi del pianeta Papalla
La pubblicità della Fiesta Ferrero con i ricchi e poveri
Il carosello dell'orologio Timex
Il carosello della Grappa Piave
Il carosello dell'Arrigoni
Il carosello del Digestivo Antonetto
Lo slogan 'Rosso antico il principe degli aperitivi si beve in coppa! in coppa? in coppa'
Il carosello della Cera Grey con i Brutos
Lo slogan della rèclame del motociclo Vespa della Piaggio 'Chi vespa mangia le mele'
L'uomo con il martello della Plasmon
La pubblicità dell'Algida con Patti Pravo che diceva 'Posso dire una parola?
Il carosello dell'Orzoro
La pubblicità del califugo 'Poveretto! Come soffre! non usa il Califugo Ciccarelli!'
Il carosello dei biscotti Doria, con l'orchestra animata dei Tacabanda
Lo spot del Cynar, con Ernesto Calindri seduto in mezzo all'incrocio
La cedrata Tassoni
La pubblicità dei rasoi Bic con Franco e Ciccio
Il carosello dell'Amaro Medicinale Giuliani
Il carosello del Punt e Mes
Il carosello Esso: 'Metti un tigre nel motore con le pompe di benzina Esso'
Il carosello dei pannolini Lines con il personaggio dell'ippopotamo Pippo
Il carosello della Vecchia romagna etichetta nera: il brandy che crea un'atmosfera
Il carosello delle pentole Lagostina con il personaggio animato de 'La linea'
La pubblicità di Innoxa su Koper Capodistria
Le pubblicità con Ave Ninchi per il pollo Aia e la cera Grey
Il carosello dell'Invernizzina, con il personaggio di Susanna tutta panna
Il carosello dell'amaro 'Don Bairo', con il personaggio di Cimabue
La bottiglia che torna indietro, nel carosello dell'amaro Kambusa
Il Re Inox della Aeternum
Le pubblicità dei lassativi anni '60: la Dolce Euchessina e le pastiglie Falqui alla prugna


I cubi di marmellata dura incartati nella carta trasparente
Le gomme da masticare
La spuma nera
Il pane con lo zucchero e a volte anche il burro
I dolci delle suore dell'oratorio
Lo zucco di liquirizia nell'arancia o nel limone
I biscottini rotondi Tuc e Ritz
I Moretti
Pane e Nutella
I chewingum de 'Il Grande Circo'
L'amaro Còra
Le caramelline dentro a un personaggio della Disney
Le marmellate di marroni in tavolette
I biscotti Biscolussi
La purga limonata Rogè
Le caramelle al miele Ambrosoli
Le caramelle Rossana
Il Cioccovo, Ovomaltina compressa in barre
Le compresse per la gola Formitrol
La cioccolata Carrarmato Perugina
I Giambonetti
Le bustine di polverina frizzante
La pizza da fare in casa
Le caramelle Charms alla Coca-Cola
Il Ciocorì con il riso soffiato
Il latte condensato Nestlé
Le caramelle Elah, alla liquirizia e alla frutta
La focaccia rotonda del fornaio
Il ghiacciolo
I bomboloni in spiaggia
Il coccobello, spicchi di noce di cocco in spiaggia
La Brioss Ferrero
Il pacchettino di crackers per la merenda con l'interno tutto sbriciolato (apposta)
La Fiesta Snack Ferrero
Il buondì Motta
La Girella e la sua morale
Il fagottino all'albicocca motta
La tavoletta di cioccolato Brio Alemagna
L'orzo in polvere da diluire nel latte
Il pandorino con le figurine Panini
I formaggini e le loro forme
I biscotti Bucaneve Doria
I biscotti 'BelBon'
Acqua, con un goccino di vino
La tradizionale zuppa di pane e latte caldo la sera per cena

By Cipo:

...siamo quelli che hanno imparato a guidare senza ESP ( escamotage salva pirla)
La generazione dei 125 Sp non limitati,dei Gp,Sc,zx ... Centraline pinasco, la generazione che svuotava le marmitte di tanturri...
quelli che si giocavano soldi e libretti,che si smontavano i motorini e se li portavano in camera per la felicità del proprio padre...
Quelli che a 15/16 una ragazza li guardava dicendo ciao,e noi di tutta risposta " Scusa,hai il carburatore??"
A me prima dei dieci anni non fu neanche spiegata cos'era la riproduzione....
La generazione di quelli che facevano le feste solo per organizzare gli impicci con le ragazze.... e gli orologi flik-flak.....

By Julie:

"Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega
comanda color"

Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina
reginella" e a "Campana"

Noi che facevamo "Palla Avvelenata"

Noi che
giocavamo regolare a "Ruba Bandiera"

Noi che non mancava neanche
"dire, fare, baciare, lettera, testamento"

Noi che ci sentivamo ricchi
se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini"

Noi che i
pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva

Noi
che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della
bicicletta

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la
bici era il più figo

Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici
nuova non devi cambiare le marce"

Noi che passavamo ore a cercare i
buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella

Noi che ci
sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top

Noi che
il Ciao si accendeva pedalando

Noi che suonavamo al campanello per
chiedere se c'era l'amico in casa

Noi che facevamo a gara a chi
masticava più big babol contemporaneamente

Noi che avevamo adottato
gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato
nessuna malattia
mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca

Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza

Noi che i
termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta
casa

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella,
e poi la bella della bella

Noi che se passavamo la palla al portiere
coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo

Noi che
giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a
memoria

Noi che giocavamo a Forza 4

Noi che giocavamo a nomi, cose e
città (e la città con la D era sempre Domodossola)

Noi che con le 500
lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine

Noi che ci
mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini

Noi che ci
spaccavamo i diti per giocare a Subbuteo

Noi che avevamo il
"nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto"

Noi che giocavamo
per ore a rubamazzetto con le carte

Noi che le cassette se le mangiava
il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna

Noi
che in TV guardavamo solo i cartoni animati

Noi che avevamo i cartoni
animati belli

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e
Mazinga (Goldrake, ovvio..)

Noi che guardavamo "La Casa Nella
Prateria" anche se metteva tristezza

Noi che abbiamo raccontato 1.500
volte la barzelletta del fantasma formaggino

Noi che alla messa
ridevamo di continuo

Noi che si andava a messa se no erano legnate

Noi che si bigiava a messa

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una
guancia

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in
privato sul terrazzo

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei
pezzetti di carta da passare al compagno

Noi che non avevamo nemmeno
il telefono fisso in casa

Noi che si andava in cabina a telefonare

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto

Noi che
non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
con l'albero

Noi che le palline di natale erano di vetro e si
rompevano

Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio
tutti, i nostri compagni di classe

Noi che facevamo il gioco della
bottiglia tutti seduti per terra

Noi che alle feste stavamo sempre col
manico di scopa in mano

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:
30 eravamo andati a dormire tardissimo

Noi che guardavamo film
dell'orrore anche se avevi paura

Noi che giocavamo a calcio con le
pigne

Noi che le pigne ce le tiravamo pure

Noi che suonavamo ai
campanelli e poi scappavamo

Noi che nelle foto delle gite facevamo le
corna e eravamo sempre sorridenti

Noi che il bagno si poteva fare solo
dopo le 4

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali

Noi
che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli

Noi
che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa
era il terrore

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su
Google

Noi che vendevamo i fumetti usati di Zora, Lando e Messalina
sul banchetto di fronte a casa

Noi che avevamo Caballero e Le Ore
rimediati chissà dove e si guardavano nascosti sotto il banchetto di
fronte a casa

Noi che internet non esisteva

Noi che però sappiamo a
memoria:
"Zoff Gentile Bergomi Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti
Tardelli Rossi Antognoni Graziani"

Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol
dire che non potevamo bere il latte alla mattina

Noi che compravamo le
uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si
impregnava d'olio

Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era
sempre quella ... fai merenda con Girella

Noi che si poteva star fuori
in bici il pomeriggio

Noi che se andavi in strada non era così
pericoloso

Noi che si andava all'oratorio a giocare a boccette Noi che
le prime sciate le abbiamo fatte con le gite dell'oratorio

Noi che
c'era sempre qualcuno del gruppo che suonava la chitarra

Noi che
sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM

Noi che
sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days

Noi che
per tutti Fonzie era un mito e i juke box funzionavano a colpi

Noi che
il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween"



.... e continuerò ad aggiornare di volta in volta... ;)

Potessi farei vivere a mio figlio quello che ho vissuto io... non quello che si vivono oggi...