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日志


3月26日

La sfilata degli sciacalli...



Torno or ora da una cerimonia di ultimo saluto ad un ragazzo di P.zza, un ragazzetto silenzioso
dai modi gentilissimi, solare appassionato di politica (di cui ricordo le lunghissime discussioni nell'inverno passato) e innamorato della sua Roma... Un ragazzo che una notte, per cause ancora da definire, ha perso il controllo della sua amatissima Mini ed è finito nel Tevere ad un passo dall'isola Tiberina...


Lascia un vuoto silenzioso... ma altrettanto grande perchè vi era in tutti la consapevolezza che un domani
sarebbe diventato qualcuno... e invece no. Il solito, stronzissimo "disegno superiore" ha deciso che per lui qui non vi era più
posto... che doveva morire... che se ne doveva andare alle 4:00 di una mattina come tante... in modo assurdo, inaccettabile...



.....autocensura....




Oggi, intorno alle 15:30 vi è stata la cerimonia di cui sopra... una cerimonia che, vista la persona e i modi che ebbe in vita, sarebbe dovuta essere qualcosa di molto solenne, scevro da ogni sfarzo, composta e rigorosa nel dolore di aver perso, oltre ad una così bella persona, anche un figlio unico... e invece come ti giravi, in piena contrapposizione al compostissimo dolore dei parenti, griffe esposte manco fossimo sulla spiaggia di Riccione... completi che non avrebbero sfigurato in una serata all'Art Cafè... gente che appare in queste occasioni solamente per apparire e poter dire "C'ero anche io" in qualche cena mondana... per poter parlare (quasi questo rendesse edotti) della perdita in qualche salotto della "Roma bene"...


....che schifo...

Personalmente non sono nemmeno entrato in chiesa in quanto, non credendo nella figura della chiesa stessa, ho preferito comespesso succede in queste occasioni, attendere fuori con i miei pensieri.... con i miei problemi...

Gran bel mondo quello sul quale stiamo vivendo...
Un mondo ove che non ha problemi se li inventa per essere della partita...
Un mondo ove chi ha problemi banali li usa come alibi per vivere di espedienti...
Un mondo che a volte , al mattino, mi fa davvero schifo scendere dal letto e sentirmelo sotto ai piedi...
3月19日

la Perfezione...





Anche se più che Perfezione parlerei d'imperfezione. Unica arma per vincerla: l’ipocrisia accompagnata dalla falsità. Ciò che a volte guadagni in perfezione perdi in autostima ed in coerenza. Paradossalmente se bello vuoi apparire uno schifo ti devi sentire. Quindi, al giorno d’oggi, sentirsi una schifo ora vuol dire solo esser belli. E la merda aumenta.

Non sto straparlando, soprattutto non sto parlando di perfezione ideale; quella sì che è irraggiungibile. Esiste però una sorta di perfezione 'di facciata', o almeno riconosciuta tale dalla società in cui viviamo: il modo in cui sarebbe più esatto chiamarla è omologazione.

Omologazione = Perfezione; chiunque mi giudicherebbe pazzo di fronte a questa uguaglianza, ma non stiamo parlando in assoluto, bensì del sottoinsieme 'società'.

E non siamo che all'inizio…

La perfezione è considerata dalla notte dei tempi una qualità divina, irraggiungibile dagli esseri umani: questo ci ha salvati sinora. Ma la merda aumenta.

Il semplice rapportarsi con le persone non è giudicabile oggettivamente, la perfezione invece è oggettiva per definizione. La spontaneità nei comportamenti non le è quindi compatibile, in quanto sottostante a parametri di giudizio soggettivi; come fare? Sostituiamo la spontaneità con la convenzione. La convenzione è perfetta.

E' un comportamento controllato, totalmente dominato dalla razionalità. E' neutro, non opinabile, meschina, falsa, educata, inodore, insapore.

L'omologazione con me stesso, la mia indole con gli altri.
Solo che, piccolo particolare insignificante, resto comunque insoddisfatto, o spaventato.

Superficialità, oh mia salvatrice, il tuo buio mi illumina, lode a te.

Quisquiglie! Paranoie! Giustificazioni di un “fuori posto” che non vuole trovare il suo posto. Omologazione, convenzione... Cultura: ci sei nato e ci devi vivere, o sputi nel piatto che ti ha dato da mangiare-e continua a dartene? Mai…

Quel buco che non riesco a riempire... Il fatto, è che non riesco nemmeno a trovarlo..

Un vuoto, un... un qualcosa.. che mi manca. Uno spazio. Un mio spazio, con la mia forma.
Perché di spazi ce ne sono tanti, ma nessuno ha la mia forma…. Forse la mia forma non è mai esistita, son solamente un “errore di una catena di montaggio”…

In fondo sarebbe sufficiente un po' più di rispetto vero ma la realtà di tal pensiero troppo si avvicina al concetto di perfezione e, quindi, di soluzione troppo astratta per poter esistere…
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3月12日

Soldati...



Stò guardando il film sui fatti di Nassiriya, sulla morte dei miei ex colleghi... sulla guerra chiamata "missione umanitaria"...
Questo film mi tocca... l'argomento mi tocca.. e non poco.

Ho indossato gli alamari durante il mio anno di militare e ho imparato a vivere con addosso quella divisa che stupidamente e senza nessun motivo odiavo quando ero in età da 50ino... li vedevo come gli oppressori della mia libertà di fare il coglione con il motorino.. di fare casino con gli amici.. di strozeggiare fino a mattino... e poi.. era la prassi "odiare le guardie".

...e gli anni passavano tra scuola e strada... fino a che finalmente sono uscito da scuola a 20anni... dopo 4 bocciature... e non esattamente lo spirito del bravo ragazzo.. no... non ero esattamente un santo.. no... anzi son stato un bel teppista e sinceramente non sò come i miei abbiano fatto a sopportare tutte le preoccupazioni che gli ho dato.

Che fare ora dopo scuola? Che fare della mia vita? Mi iscrivo senza troppa convinzione a scienze biologiche... corso che ho cominciato "tanto x non rimanere a spasso" ma che poi mi ha appassionato... nel corso dei primi giorni mi arriva la famosa lettera del distretto militare.. no problem penso.. stò studiando, faccio il classico rinvio x studi e la svango un altro anno...

...certo... come no...

Avendo fatto in cazzone a scuola senza saperlo ormai ero fuori tempo massimo, basta rinvii... non me ne sarebbero più stati concessi...

..Cazzo... e ora?

Primo pensiero: servizio civile... ma è durato meno di un minuto... ho pensato all'esercito... na... mi prospettano il servizio militare nell'arma dei carabinieri che a fronte di 3mesi in più mi avrebbe dato uno stipendio vero e, a sentire mio nonno (ammiraglio della marina militare in pensione) un bagalio che mi avrebbe accompagnato x la vita.

Ammetto che ero molto più interessato alla prima cosa (i soldi) che alla seconda perchè tanto cosa poteva lasciarmi un anno di militare? Ma... quanto mi sbagliavo...

Passano i mesi... passo le visite mediche e psicologiche... e contino a frequentare l'università.. come tanti ragazzi mentre la vita scorre tra un volo con il motorino e i casini nella notte con la cricca di amici. Penso sempre meno a quel "debito" che ho con lo stato... anzi arrivo proprio a dimenticarmelo... fino ad un giorno, quel giorno che arrivò a casa la lettera con l'avviso di tenermi pronto x partire e di presentarmi il 18 agosto 2000 presso la caserma di Chieti per espletare il mio anno di servizio militare...

Curioso... il 18 Agosto è il mio compleanno... e il mio servizio militare si svolgerà dal 18 Agosto 2000 al 18 Agosto 2001... una coincidenza che in qualche modo mi fa sentire per la prima volta che mi stò apprestando a fare davvero qualcosa di importante.. qualcosa che probabilmente mi lascerà davvero qualcosa dentro... chissà...

18 Agosto...

Davanti alla porta carraia della caserma ci sono tantissimi ragazzi... tutti con le famiglie al seguito... tutti così diversi... tutti così lontani... gli sguardi di molti son pieni di paura.. si si.. paura.. paura di quello che ci aspetta dall'altra parte della porta carraia quando la separazione da casa sarà vera e durerà un mese (dopo un mese, dopo il giuramento ci saranno concesse le libere uscite serali... ci sarà concesso magari di andare a casa nel WE.. )...

Ecco, ci chiamano... un abbraccio veloce, qualche lacrima e via... si và a diventare uomini... perchè volente o nolente ora non c'è più mamma che ci cucina o ci rassetta la camera.. e non c'è più papà che mette mano al portafoglio x riparare agli inevitabili casini... no no.. ora ci siano solo noi... quasi 1000 ragazzi che stanno attraversando la porta carraia da civili per uscirne da soldati.

Soldati... una parola così distante dai miei pensieri di ragazzetto di strada anche se ella si trovava proprio davanti a me, dietro quella porta carraia.

Appena entrati ci hanno radunato come un gregge (credetemi rende l'idea) a suon di urla fino a farci faticosamente inquadrare per la prima volta in piazza d'armi... il primo inquadramento di tanti, tantissimi... ma il primo è indimenticabile... come indimenticabile è stata la prima notte dopo l'assegnazione dei plotoni e delle camerate... eravamo 12 per box divisi in 6 letti a castello con accanto ad esso l'immancabile armadietto mertallico...

La prima noote non si dorme... le note del primo "silenzio" scandiscono e riecheggiano fino alle 8:00 del mattino, ora che per me, fuori nel mondo "civile" era quella dell'andare a letto dopo i bagordi della notte...

Durante quella notte si parla... si comincia a conoscere i tuoi compagni d'avventura... si gettano inconsapevolmente le basi di amicizie molto, molto forti....

Il mattino dopo indossimo per la prima volta le mimetiche... la nostra prima divisa... gli anfibi... la "stupida" (il berretto)... e ci schieriamo in piazza d'armi per l'alzabandiera... scopro che moltissimi di noi non conoscono il nostro inno e a dire la verità un paio di strofe le toppo alla grande anche io mentre canto senza troppa convinzione davanti a quel pezzo di stoffa che sventa in alto davanti a noi...

Subito dopo segue il primo cazziatone... tanto forte... tanto vero che istintivamente tutti abbassiamo gli occhi... cazzo.. cominciamo bene... mannaggia a me e a quando ho scelto di diventare carabiniere...

Con la coda tra le gambe andiamo a mensa a fare colazione... poi di nuovo inquadrati nei cortili interni delle camerate della compagnia pronti per essere divisi in plotoni... pronti per "entrare in famiglia".. perchè per 3 mesi questa sarà la tua famiglia... con loro mangerai... con loro marcerai... con loro sputerai sangue... e con loro, piano piano, crescerai.

La prima settimana non passa mai... mai...

Piano piano conosci quelli che per tre mesi saranno i tuoi ufficiali sott'ufficiali istruttori... cominci a studiare il TULPS e il Codice Penale... le procedure... e la storia dell'arma dei Carabinieri... con i suoi 200anni di storia.

Arrivi alle sera che sei FINITO, stanco come non avresti mai pensato di poter essere e una volta in branda ti addormenti quasi istantaneamente... non riesci nemmeno a pensare che ti manca casa... a cosa fanno ora i tuoi amici fuori... vuoi solo riposare fino a che la tromba non squilla alle 6:00 del mattino... e sono solo le 21... una volta a quest'ora non avevo nemmeno cenato!!!

Verso la fine della prima settimana ricevi la divisa.. quella vera... quella che indosserai quando attraverserai di nuovo quella maledetta porta carraia... quella che io stesso "odiavo" da ragazzino.

La prima volta che la metti è strano... molto... ricordo che ci chiamarono subito dopo in piazza d'armi e il colpo d'occhio fu per me incredibile... non più un "gregge" ma due compagnie che cominciavano a prendere forma... lo spirito marziale, l'eleganza della divisa rendeva tutto così... così... insomma istintivamente ti si gonfiava il petto perchè quella divisa te la stavi sudando, cazzo se te la facevano sudare!!!

Certo, non è mica sempre tutto così.. marziale... se torno indietro rivivo e ripercorro momenti che ci hanno portato a ridere fino alle lacrime... momenti intensi... belli e brutti... momenti in cui ritrovi nei ragazzi con cui condividi il plotone tante, davvero tante cose in comune.. e allora la ragazza che non capisce, la distanza con la famiglia... qualche problema a casa... beh si condivideva un pò tutto perchè in questo modo riuscire a vivere meglio il momento era più facile... si dice che gli amici servano a questo: dividono le preoccupazioni e moltiplicano le gioie.. beh... lì dentro è stato proprio così...

Le tre settimane dopo son passate sempre più velocemente, quasi vorticosamente tra aule, libri, addestramenti tattici e colpi sempre più precisi sparati al poligono... fino al giorno del giuramento... fino a quell'urlo... fino a quel LO GIURO che ha segnato quel traquardo per il quale tanto hai studiato e faticato... davanti ai tuoi cari che cercano il loro piccolo diventato ormai un uomo... quell'urlo che ha sollevato per un istante tutti i tetti della caserma e che ha spalancato quella porta carraia per la prima volta dopo un mese...

... perchè entrammo da quella porta carraia con la paura negli occhi e ne uscimmo fieri come non mai... difficile cercare di spiegare la sensazione a chi non ha vissuto tutto questo ma è vero quando ti dicono che è qualcosa che ti cambia dentro.. che ti scombina, ti riduce ai minimi termini e ti getta in terra nudo come un verme ma che poi lentamente ti permette di crescere davvero, perchè quando le spalle non te le copre più nessuno.. perchè quando il culo che rischia è il tuo allore capisci ch'è tempo per diventare uomini...

I due mesi successivi non sono poi così duri... la fatica fisica è sempre tanta ma il corpo ora segue sempre meglio.. la mente sempre più sgombra poi ti permette di attingere a riserve di energia dove non pensavi di averne e l'orgoglio personale e di corpo (plotone) ci spingevano a ingaggiare bellissime sfide con gli altri plotoni...

Non ho più visto quella paura nei loro occhi no... ho visto menti alti e fieri.. sguardi sicuri... ho visto ragazzi cambiare come il giorno e la notte...

Ora quando attraversavamo Piazza D'Armi non vi era più quel passo incerto... no... ora il passo era deciso, forte, cadenzato e preciso... era il passo di una macchina da guerra (perchè questo ci sentivamo) a pieni giri e quando si batteva la cadenza l'urlo del plotone spostava i massi.

Allo scadere dei tre mesi d'addestramento venne sciolta la compagnia e ognuno di noi ricevette la sua destinazione di servizio... ora si faceva sul serio... attraversare quella porta carraia in quel momento è stato forse più duro di quando entrammo in caserma x la prima volta quel 18 agosto 2000...

Ho visto tanti piangere perchè era "ingiusto" allontanare persone che avevano stretto amicizie così forti... ed io ero tra quelli, non me ne vergogno...

Durante i 9 mesi di servizio attivo poi ricevi una seconda, forte, fortissima batosta... come uno schiaffo in pieno viso capisci cosa vuol dire essere "dall'altra parte del muro"... capisci cosa vuol dire indossare quella divisa che non odi più... anzi... quella divisa che al mattino indossi con tanta cura.. che la sera riponi con attenzione dopo averla tirata a lucido... che ti rende.. orgoglioso.. si orgoglioso è la parola giusta.

Una volta, tanto per raccontarvene una, sono andato allo stadio... ma non con la sciarpetta al collo, non come spettatore... addosso avevo una mimetica blu e sotti di essa le stesse protezioni che si usano nel motocross... con un casco in testa che pesa davvero tanto avendo la visiera così spessa da essere definita "antiproiettile" (anche se ci credo poco)... beh.. per farvela breve la sensazione che si prova una volta usciti dai cancelli a bordo campo è di... paura... si paura perchè non avete idea di cosa vuol dire ritrovarsi davanti ad uno stadio PIENO di gente che urla.. che inscena cori contro di te che indossi una divisa... e realizzi che noi siamo poche centinaia... mentre sugli spalti ce ne sono a migliaia e in mezzo a quelli qualche testa davvero marecia ci stà... vi dico solo che quel giorno, nel parcheggio antistante allo stadio, durante una carica per disperdere i soliti deficenti che con lo sport non hasnno nulla a che fare ho visto volare UN'ACCETTA... assurdo...

Ho vissuto il G8 di Genova... ma non ero lì... ero a Roma.. in servizio... da quel giorno il GAP (Giubbetto Anti Proiettile) è diventato obbligatorio anche per i servizi più stupidi... ho parlato con i miei commilitoni che invece lì ci son stati... e che c'hanno pure preso un paio di sassate...

...e per ultimo sono in contatto con miei ex colleghi che sono stati a Nassiriya, in Kuait e in altri teatri di pseudo missioni di pace... che mi raccontano quello che davvero succede, non quello che raccontano (o meglio NON raccontano) i telegiornali... di come la gente in certi casi non ha davvero nulla, di bambini che ti guardano con quegli occhioni così grandi e puliti che non ti spieghi come poi possano crescere con tanto odio in seno... e che non importa cosa si dica al governo... la gente che sceglie di andare in missione (perchè nessuno è obbligato, anzi... chi decide di andare è anche ben pagato) perchè crede fortemente di poter fare qualcosa... e ci mette il cuore (rischiando, non dimentichiamolo, la vita ogni istante)...

A prescindere da quello che troppo spesso sento dire in giro ci vogliono un paio di palle ben definite per partire in missione... e bisogna crederci... sapendo che ti spareranno contro (molto spesso).. che ti odieranno anche senza conoscerti... ma che poi un giorno incontri quegli occhioni che ti guardano dopo che hanno ricevuto la razione d'acqua e allora tutto ha un senso... ha un valore.. e tu ti senti parte di quel valore.... senti che nel tuo piccolo la differenza l'hai fatta... e che vuoi continuare a farla... ma non vestito in doppiopetto giocando a fare il piccolo politico.. no... la differenza la fai sul posto, sul campo.

In questi momenti uno sguardo vola al gagliardetto che porti sulla manica con la bandiera italiana, la stessa che guardavi distrattamente sventare su quel pennone in piazza d'armi... agli alamari che porti sul colletto di cui una volta non sapevi nemmeno dell'esistenza... e ripensi a quando tanto tempo fa hai attraversato quella porta carraia.. a quando eri un ragazzino... orgoglioso di quello che sei diventato... da solo.

5a Compagnia, 3 Plotone, 235° corso allievi...



...orgoglioso di aver urlato quel LO GIURO così forte che ancora oggi mi risuona nella mente...
3月7日

Tipologie di zavorrine...



L'esuberante che non sta mai ferma fico.gif

E' il tipo di ragazza che si entusiasma per qualunque tipo di proposta fosse una trasvolata dell'artico che una tazza di te dalle amiche. Se le chiederete di far un giro in moto la vedrete illuminarsi tutta, balzare con un carpiato sul sellino posteriore e cominciare a blaterare tipo disco monocorde "dove andiamo? che facciamo?"; per l'occasione si sarà infilata una sgargiante giacca rossa a fiorelloni e un casco policromatico con attaccate le orecchie da coniglietta, mettendovi naturalmente in un terribile imbarazzo difronte i vostri amici. Come passeggera è imprevedibile poichè ha la pessima abitudine di starsene buona e tranquilla, tipo zavorrina modello, fino a che non le capita di vedere qualcosa che giudica interessante lungo in tragitto. In tal caso toglierà repentinamente le mani dai vostri fianchi o dal serbatoio, si sposterà improvvisamente sulla sella per indicarvi l'oggetto che l'ha tanto entusiamata urlandovi, in modo da spaccarvi i timpani attraverso il casco, "guarda lììììì!!!! che carinoooo!!!!!"...Peccato che tale mortifera manovra la suddetta la farà mentre viaggiando oltre i 180, siete in staccata per impostare una curva...
Non provate a rimproverarla: non capirà mai la pericolosità del suo gesto e potrebbe anche rimanerci male poichè il suo scopo era condividere con voi qualcosa di bello (insomma potrebbe decidere di non darvela più...).
Comportamento da adottare: montatele i paraocchi sulla visiera


La zavorrina malaticcia nono.gif

Detta anche "donna inutile" in quanto non serve assolutamente a nulla, si lamenta in modo fastidiosamente lagnoso di ogni vostra proposta, castrando così ogni vostra iniziativa. Alle entusiastiche prospettive di meravigliosi tragittoni kilomentrici attraverso le alpi ribatterà in tono monocorde e pure infastidito che il viaggio lungo le causerà problemi con la sua già grave lombalgia, troppa aria in moto le fa male alla gola, il casco le provoca irritazione al cuoio capelluto e lo stare costantemente abbracciata alla vostra vita comporterà una semi-paresi (per fortuna) provvisoria alle braccia...per non citare l'intorpidimento delle punte delle dita dei piedi e delle mano.
Il viaggio in coppia con la zavorinna gnè-gnè è lungo pesante e tormentoso; vi chiederà di fermarvi a ogni posto di ristoro giacchè le vibrazioni della moto la costringono a fare pipì in continuazione e la posizione terribilmente scomoda la obbliga a 15 20 minuti di riposo. Per fare anche solo 10 km in moto si barderà in tenuta da sci con tanto di moon boot, e se il tragitto è più lungo porterà con se' un intera farmacia di pillole, pasticche e antitetaniche. Per farla coprire istantaneamente di bolle basta nominarle la parola "campeggio".
Comportamento da adottare: fatele fare un giro di almeno 300km con Delavegas, non cambierà nulla nel comportamento di tale zavorra ma almeno vi sarete tolti un bello sfizio!

Zavorrina tuttologa icon_cool.gif

Se hai deciso di guastarti il week end o la semplice passeggiatina in moto, o anche una banale traversata della città portati dietro LEI:la temibile zavorrina tuttologa!
Se opti per il week end, qualunque sia l'itinerario che hai deciso di seguire SCORDATELO:lei ne conosce di sicuro uno migliore! Se invece oserai persistere sulla tua idea e seguire la strada che ti eri prefissato fin dall'inizio, sappi che il viaggio sarà guastato da un tormentoso e infinito chiacchiericcio imbronciato di "te l'avevo detto che era meglio la mia strada!" specialmente se si presenteranno qualsivoglia imprevisti sul cammino.
Se invece opterai per il suo percorso lei ti snocciolerà, tutta soddisfatta, a menadito ogni distributore,(di cui sapra di certo le tariffe!) autovelox e posto di ristoro presenti sulla via. Mille volte meglio del più aggiornato dei GPS, la zavorrina tuttologa , possiede al posto della memoria una formidabile mappa di qualunque località tu voglia raggiungere. Naturalmente il viaggio sarà funestato una interminabile arringa monocorde di tutti i viaggi perfetti che lei ha organizzato, di tutti i posti bellissi di cui solo lei conosce l'ubicazione e dei ristoranti -agriturismo-alberghi eccellenti che solo lei riesce a trovare.
Il malcapitato che oserà interromperla si beccherà di certo un infastidito "pensa a guidare e non distrarti che è pericoloso" ; se invece volete farle fare le fusa peggio di una gatta o avere la certezza matematica che stia zitta per almeno 5 nanosecondi ditele che è stata "proprio un'ottima idea seguire le sue indicazioni".
Stesso discorso, ma in breve, per i tragitti più corti.
Ovviamente la zavorrina tuttologa conosce perfettamente anche tutti i modelli di moto esistenti sul mercato,dal primo dueruote ad oggi; i prezzi dei pezzi di ricambio la ciclistica del mezzo in questione e sa esattamente come vanno regolate le sospensioni . Tremate voi incauti che avete il mezzo in disordine!!!!! La zavorrina tuttologa prima di salire in sella attiverà a occhio nudo una minuziosa modalità "motorbike-scanning" da cui evincerà tutte le pecche della vostra moto: dai freni consumati, al monotrack scarico dal graffietto sulla carena allo sbilanciamento millimetrico delle sospensioni anteriori.
Nauralmente, anche se siete dei provetti guidatori, la tuttologa troverà qualche pecca nel vostro modo di guidare, argomentando che suo fratello, suo padre o suo zio sono gli unici esseri sulla faccia della terra che SANNO portare bene la moto alla faccia di valentino Rossi!
Comportamento da seguire: sebbene abbia una notevole utilità in caso di smarimento per strada, è tuttavia auspicabile tenerla lontana dal vostro mezzo; appena sale sul sellino verificate che non si sia ancorata al maniglione o alla vostra vita, quindi partite di scatto e fate una bella impennata: se sentite un soddisfacente botto ingranate la seconda e scappate via...


la zavorrina ideale icon_biggrin.gif

Categoria ristretta, rara e preziosa, la zavorrina ideale si "sposa" perfettamente solo e unicamente col centauro ideale, vale a dire che per ogni centauro c'è solo e soltanto un' "unica" zavorrina ideale.
La peculiarità di questa zavorrina è che è in grado di diventare un tuttuno con la carena della moto, permettendo a chi guida di compiere qualunque prodezza.
Una volta in sella la zavorra in questione si posiziona meglio di un bauletto, ancorandosi col sellino posteriore; si destreggia perfettamente durante qualunque manovra del pilota,agevolandola. Quale che sia la destinazione del viaggio, le condizioni atmosferiche o il tragitto da percorrere, la zavorrina ideale non sarà mai impreparata nè tantomeno annoiata. Si rivela estremamente abile sia nella staccata esasperata che nella piega con orecchio a terra. Non la si vede e non la si sente per tutta la durata del viaggio, ci si accorge della sua presenza solo, quando fermi al semaforo, dopo almeno 200km percorsi ci informa che deve fare pipì . Il suo abbigliamento è sempre adatto al tempo e al mezzo e a lungo andare la sua presenza sulla moto diventa indispensabile al centauro, che senza tale zavorrina ha la sensazione che alla moto manchi qualcosa di prezioso.
Come comportarsi: se la trovate sposatevela!

Zavorrina imbranata icon_lol3.gif

E' la tipica ragazza incapace di coordinare i movimenti corporei e anche fosse in grado di farlo, non riesce ad abbinarci i messaggi inviati dal cervello.
Quando tenta di salire in sella cerca sempre la scaletta e naturalmente finisce col lisciare clamorosamente le pedaline; il guaio è che in tal caso si aggancerà con le unghie al vostro braccio trascinandovi a terra con tutta la moto.
Se miracolosamente riesce a salire è fondamentalmente incapace di trovare una posizione che le permetta di non cadere, anzi sembra far di tutto per finire (insieme a voi!!!) col cul* per terra.
La peculiarità della zavorinna imbranata è quella di causare un danno per qualunque gesto essa possa fare. Se si appoggia al serbatoio di certo non ha i guanti ma di sicuro avrà degli anelli dal profilo affilato e irregolare; quando toglie le mani dal serbatoio(dopo le vostre VELATE proteste) e si aggancia alla vostra vita inevitabilmente vi farà volare via portafoglio, cellulare, occhiali e quant'altro avete nelle tasche; naturalmente troverà modo e maniera di ustionarsi sulla marmitta della moto e poco ma sicuro, per ogni frenata vi beccherete delle sonore capocciate che vi scalfiranno tutto il casco!!!
Come comportarsi: se proprio la volete far salire sulla moto è consigliabile legarla come un salame metterle le mani in dei sacchi di plastica e infilarla sotto al ragno.


La zavorra "sgusciavongole" cheerleader.gif

E' questa la zavorrina che ogni centauro negherebbe fino alla morte di volere dietro la sella della propria moto; ma che in realtà nel suo intimo io brama di trasportare almeno per un giorno, tanto per vedere che effetto fa.
La "sgusciavongole", come si evince dal nome, è perennemente in cerca di pesce fresco, di cui è ghiotta in modo quasi imbarazzante e per procacciarselo adotta ogni mezzo lecito e illecito e uno di questi è salire a bordo dell'ultimo modello di due ruote presente sul mercato. In effetti la sgusciavongole non è una "zavorrina" nel senso stretto del termine, giacchè essa non ama affatto le moto (nè null'altro che non riguardi la moda, i personaggi IN dello spettacolo e tutto ciò che è costoso) la potremmo piuttosto definire un "accessorio" frivolo che occasionalmente può ornare il nostre dueruote. Ovviamente chi possiede un mezzo demodè non può minimamente ambire al trasporto di siffatta passeggera che declinerà scandalizzata un eventuale invito da qualunque sfigato motociclista che non abbia come minimo una R1 del 2005 (prototipo 2006 però). Chiaramente è impossibile instaurare un qualunque tipo di dialogo con questa zavorrina giacchè i due neuroni presenti nella sua testa non le consentono di parlare e respirare al contempo.
Impossibile da non notare, la sgusciavongole, si impone alla vista costantemente inguainata in abiti aderentissimi e tacchi vertiginosi,tutti ovviamente e rigorosamente di marca e in tinte abbinate; la scollatura (per considerarsi degna di tale nome) deve arrivare come minimo all'altezza dell'ombelico e ad una più approfondita analisi ci si accorge che la fine del decoltè combacia con l'inizio del perizoma . Questo tipo di zavorinna infatti, incurante di qualunque tipo di condizione atmosferica , DEVE salire in moto a reni scoperti onde valorizzare l'ultimo micro-slip zebrato che ha acquistato nella boutique di Cavalli per la modica cifra di 120€ . Guai al malcapitato che oserà definire quel mm quadrato di stoffa un semplice paio di "mutande": Dovrà come minimo subirsi almeno 25 minuti di arringa su come i VIP più in del momento indossino la sua stessa biancheria!
E' assolutamente impossibile destreggiarsi nel traffico con una zavorrina di questo tipo, poichè ogni automobilista, scuterista o anche semplice pedone presenti nel raggi di 10 km faranno di tutto per intralciare il vostro passaggio onde verificare coi propri occhi la marca degli slip della suddetta (con sua somma e poco velata soddisfazione). Incauto il centauro che offre il casco passeggero a tale zavorra! Le tonnellate di gel e lacca che essa utilizza si incolleranno tipo mastice al suo interno nè basteranno mille lavaggi per togliere tutti i residui così come non basteranno due anni di tintoria per togliere dal proprio giubbotto il nauseante profumo dolciastro che la zavorrina in questione consuma a fiaschi interi.
A onor di cronaca è comunque consolante affermare che una passeggiata in compagnia della sgusciavongole è piacevole poichè a ogni frenata il centauro può constatare l'efficacia degli enormi "airbag" di cui ella è naturalmente (o artificialmente) fornita.
Comportamento da adottare: se desideri avere una minima chance di vedere più da vicino la sua biancheria devi portarla in posti costosi e frequentati da VIP, rutti o scorregge sono assolutamente OUT, se poi le sussurrerrai che vestita da "letterina/velina" farebbe un figurone ti cadrà ai piedi.
Se invece vuoi sbarazzartene al più presto, o almeno prima che ti vedano gli amici del circolo "rutto libero" ferma la moto vicino una jaguar o difronte a una boutique; in meno di un secondo la vedrete catapultarsi con scatto felino in tali direzioni, completamente dimentica di voi e della vostra stupida moto; a questo punto date gas e skizzate via!


Zavorrina coattona icon_idea.gif

La zavorrina coattona è la tipica passeggera che se s'incontra col centauro coattone è in grado di dare vita ai più tamarri spettacoli motociclistici che si siano mai visti in città. Tale zavorrina è infatti un animale tipicamente urbano; apparentemente sprezzante di ogni pericolo, per lei il viaggio in moto si riduce al giro casa-baretto-muretto e muretto-baretto-casa.
Tale comportamento si spiega col fatto che la zavorra coatta essendo sostanzialmente inabile a compiere determinate manovre atte a strabiliare gli altri, viaggia in compagnia di qualcuno il cui mezzo si appunto in grado di compiere le peggiori (o migliori) peripezie funamboliche atte a far sbalordire gli amici (quelli del muretto-baretto appunto) cosa questa che le da' maggiori soddisfazioni che guidare lei stessa la moto. La zavorra coatta la si riconosce dal movimento ritimico del casco quando sta in sella, e questo può dipendere dal fatto che ascolta la musica a cannone oppure che mastica un grumo da 2kg di chewing gum. Terribilmente esigente in materia di pirateria urbana questa zavorra PRETENDE che il centauro parta in impennata fino a farle toccare il cul* per terra, raggiunga i 100km/ora in meno di 3 secondi e sfrecci per un minimo di 120/130km-ora per i vicoli di trastevere. Se la moto cui viaggia viene poi affiancata da qualche altro motoveicolo al semaforo la coattona s'infiamma subito: Le si alza la pressione, comincia a salivare, si posiziona a "uovo"sul sellino passeggero comincia a dare cazzotti sui fianchi del suo centauro quasi fosse un cavallo da spronare e lancia occhiate di sfida all'altro veicolo "rivale" fosse pure un innocuo cinquantino.
Se lo sfortunato centauro che scorrazza questa zavorrina viene sorpassato o anticipato alla partenza da altri mezzi egli è, ahimè!, condannato a subire una serie di insulti e sfottò in romanesco, sempre che la zavorra in questione non lo scarichi prima per andarsi a fiondare sulla moto più veloce.
Comportamento da adottare: è vero che le donne non si toccano neanche con un fiore, provate a usare il vaso!

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Tenera e affabile la cucci-cucci pare più un ninnolo di porcellana che una zavorrina vera e propria; dolce e smielata come un MARS immerso nella melassa, più che cingere ai fianchi il proprio centauro vi si abbarbica sopra tipo edera rampicante avvolgendolo in una sorta di manto protettivo permanente. Detta zavorrina ha la peculiare caratteristica di portare con se la più disparata collezione di ninnoli per cellulare tipo pupazzetti luminescenti, micropeluches sorridenti e gattini batuffolosi ...paccottiglia della quale è impossibile determinare la provenienza, visto che in qualunque dei negozi da voi frequentati non trovere mai nulla del genere. Altro dettaglio che ci permette di identificare la zavorrina cucci-cucci è l'immancabile zainetto-tenerone di color rosa-pastello spesso pieno di incredibili ammenicoli: dal portafogli a forma di coniglietto ai quadernini di holy hobby, all'immancabile scorta di dolcetti e merendine di cui la medesima non più fare a meno. La cucci cucci è certamente gratificante per qualunque tipo di centauro, giacchè tratterà la vostra moto (anche se in pessime condizioni) come fosse un grosso cucciolone da coccolare e vezzeggiare, arrivando perfino a darle un nome... Tuttavia potrebbe causarvi un lieve disappunto allorquando, dopo esservi presentati ai soliti amici della club del "rutto libero & scorreggia alla luce del sole" se ne uscirà tutta giuliva chiamando voi "trottolino amoroso" e la vostra moto "cucciolotta miagolante", facendo così calare un imbarazzante silenzio di fronte i medesimi .....
La cucci-cucci, tenera e rotondetta può rivelarsi però il peggior nemico del tuo dentista, nonchè della vostra linea, in quanto durante ogni tipo di escursione motociclistica - da quella di pochi km, a quella di svariate ore - vi costringerà con le sue graziose maniere e con lo sbattere malizioso delle sue ciglia alla minnie (alle quali neanche il più becero dei centauri potrà dir di no) a rimpinzarvi di tutte le leccornie con cui suole riempire il suo zainetto.
Come comportarsi : se avete paura delle carie è meglio evitare ogni tipo di contatto con tale zavorrina, ma se dovesse capitarvi di scorrazzarla in giro, vista la materiale impossibilità di rimproverarla giacchè vi farebbe sentire in colpa per il resto della vostra vita, optate per le escursioni più corte possibili avendo cura di portarvi dietro dentrifricio e spazzolino e di seguire una dieta da fame almeno 3 giorni prima.

La zavorrina impassibile icon_redface.gif

E' una zavorrina questa che incute timore anche al manico più esasperato fra i centauri. Infatti calma e silenziona la "impassibile" sale su qualunque tipo di moto con movenze feline e silenziose, si abbarbica poi tenacemente sul sellino posteriore e dal momento in cui mettete in moto non emette un suono , nè tradisce la sua presenza con movimenti inconsulti al punto da costringervi il voltarvi ogni tanto per verificare che la suddetta non sia volata via.
Simile per certi aspetti alla zavorrina ideale, data la sua abilità a fondersi col codone della moto, tale zavorrina è però terribilmente esasperante per ogni centauro che si rispetti in quanto rimarrebbe impassibile anche se trasportata da Ghostrider in persona mentre sta facendo il giro della morte in un cerchio di fuoco. In altre parole nessun tipo di prodezza motociclistica sembra impressionarla, nè la piega con l'orecchio a terra, nè la staccata all'ultimo nanosecondo , tantomeno l'impennata a candela.... Il centauro che si prodiga in mille peripezie motociclistiche pur di far colpo su detta zavorrina rimarrà terribilmente deluso e frustrato dalla reazione - meglio dall'apparente mancanza di reazione - della medesima, la quale una volta smontati di sella anche se in motore della moto si mettesse a parlare, non proferirebbe altro che pochi monosillabi tipo "devo andare in bagno" o "mi fumo una sigaretta".
Comportamento da tenere: fate come mr XXX, ovvero lanciatevi nel vuoto con attaccato un paracadute alla moto, se neanche questo la impressiona...beh! mettetevi il monosella che è meglio!!!!